26/01/2021
09/12/2010

I mercanti
nel tempio

Va avanti la conta. Ma sono gli stessi alleati del premier a continuare la presunta compravendita dei voti. E ci sono stati deputati che hanno ammesso di aver ricevuto la "proposta indecente". Intanto Fini propone a Berlusconi: “Sali al Colle, dimettiti prima del 14 dicembre e poi forma un nuovo governo, guidato da te, in cui far entrare l'Udc, a condizione che si modifichi la legge elettorale”

“Sali al Colle, dimettiti prima del 14 dicembre e poi forma un nuovo governo, guidato da te, in cui far entrare l'Udc, a condizione che si modifichi la legge elettorale”.
E' questa la proposta che il presidente della Camera Gianfranco Fini fa Berlusconi, prima del voto di fiducia del 14 dicembre. Un compromesso per continuare a governare. Ma il cavaliere fa sapere che  “ci sta riflettendo, anche perché sono in molti a chiederglielo".

Ai fedelissimi però Berlusconi ribadisce di non avere nessuna intenzione di dimettersi, soprattutto ora che ad essere in palese difficoltà è Fini, del quale il Premier non si fida. Inoltre, aggiunge, una crisi ora, con un delicato vertice europeo alle porte, sarebbe una iattura per l'Italia. Poi a Montecitorio, chi fa la conta, assicura che il governo avrà la maggioranza.
Ma sono gli stessi alleati del premier a continuare la presunta compravendita dei voti. E ci sono stati deputati che hanno ammesso di aver ricevuto la "proposta indecente".  Alcuni anonimi hanno raccontato la loro versione: "I 350-400 mila euro di cui si parla è il corrispettivo in 3-5 anni di una consulenza col partito o col gruppo - racconta dietro anonimato chi ha ricevuto e rifiutato - Il sistema è collaudato: ti propongono di indicare il nome di un amico, un parente col quale stipulare subito il contratto, che si aggira attorno ai 100 mila euro lordi l'anno, per più anni. La consulenza poi può passare a tuo nome a fine legislatura in caso di mancata rielezione".

In bilico sarebbero Massimo Calearo ex Api, Bruno Cesario del Gruppo Misto e Domenico Scilipoti dell'Idv. I tre hanno convocato per stamattina una conferenza stampa congiunta, nel corso della quale annunceranno con chi giocheranno la loro partita. Calearo, Cesario e Scilipoti non hanno però ancora chiarito se voteranno la fiducia o sceglieranno l'astensione. Il dipietrista ha dichiarato: "Voterò quello che dirà il partito, fino a quando sarò al suo interno..." Chi sicuramente il 14 dicembre si asterrà sarà la Svp (Südtiroler Volkspartei): “non cederemo alle offerte che, eventualmente, venissero fatte ai due deputati che siedono in Parlamento, Brugger e Zeller, ha fatto sapere il partito leader in Alto Adige.