25/01/2021
01/07/2011

Alfano
segretario Pdl

"Dobbiamo fare un partito serio, del merito e del talento, che riparta dal territorio" dichiara il neosegretario eletto per acclamazione. Berlusconi: "E' la persona giusta, mai menzognero". Bersani: “Segretario del partito o del premier?”

alf“Sceglierò di dimettermi. Scenderò senza rimpianti dalle scalette dei voli di Stato per prendere il treno, l'auto e per viaggiare insieme a voi in Italia”. Angelino Alfano annuncia così, “con serenità e qualche rimpianto”, l’addio al suo incarico da Guardiasigilli, per diventare segretario del Pdl. Non nasconde una certa commozione Silvio Berlusconi che ascolta il suo “delfino” quasi con trepidazione. “Non ho dubbi che Alfano sia la persona giusta. Non ho sentito mai nessuna voce contraria alla decisione di eleggerlo segretario – dice il premier -  Alfano non è una persona menzognera”.

Angelino Alfano, per acclamazione nominato segretario Pdl, dà l’avvio alla fase due del partito. Prossime tappe il rimpasto nel governo con la sostituzione del Guardasigilli ed il nodo della giustizia con il dl intercettazioni  messo in calendario per questo mese.

“Non è un atto di debolezza confessare in pubblico l'emozione, ed io sono molto molto, molto emozionato” dice con la voce rotta dalla commozione il neosegretario. Mostra un manifestino elettorale del 1994. “Me lo ha portato stamattina mio papà - dice - è il santino della mia prima campagna elettorale, ero un ragazzo di 23 anni appena laureato a Milano, che era ritornato in Sicilia e lì voleva impegnarsi per amore di quella terra”.

L'uomo di governo illustra il suo manifesto programmatico, dice di voler rimettere al centro dell'azione dell'esecutivo le politiche della casa e la lotta al precariato, rivendica che il partito “non ha mai votato leggi incoerenti con il valore della vita, della famiglia,” o a favore dell'oppressione fiscale”,”abbiamo fatto – dichiara  – tutto quello che e' stato possibile fare, non quello che avremmo voluto fare” anche se “siamo stati riformatori in tempo di crisi”.

Alfano poi veste i panni di neosegretario. “Dobbiamo fare un partito serio, basta con l'anarchia e con le liste 'Coca cola”, annuncia spiegando di voler “un partito del merito e del talento”, che riparta dal territorio, che utilizzi lo strumento delle primarie per selezionare i migliori e “non come fine, ma come mezzo per vincere le elezioni”. Nel suo intervento cita Scajola, Matteoli, Schifani, Sacconi ma soprattutto Berlusconi, “è stato - esclama tra gli applausi - perseguitato dalla giustizia, ma con onestà - aggiunge Alfano - visto che si tratta di un nuovo inizio, bisogna dire che non tutti lo sono”. Poi si rivolge al Cavaliere “Lei ha detto di essersi annoiato di fare il monarca, ma gli altri non si sono annoiati di fare gli anarchici” dice con una battuta sottolineando la necessità di "creare un meccanismo semplice di regole e sanzioni.

Infine uno sguardo al futuro. “Berlusconi rivincerà le elezioni del 2013. Non abbiamo bisogni di lasciti ed eredità. Costruiremo tutti insieme un grande partito, la prospettiva è quella del Ppe”. 

“Ma Alfano è segretario del partito o segretario del presidente del partito?” si chiede ironico Pierluigi Bersani e ai giornalisti che gli fanno notare la nomina per acclamazione, il leader Pd replica: “E’ fantastico, io ho fatto più fatica a diventare segretario, beato lui”. “E’ solo il ventriloquo di Berlusconi” rincara Fabio Granata, vice presidente della commissione Antimafia. “Il suo richiamo ai valori risulta involontariamente esilarante, vista la platea e i comportamenti. Vedere l'onorevole Alfonso Papa - conclude il deputato di Futuro e Libertà - partecipare alla ovazione su 'regole e sanzioni' fotografa e sintetizza il nuovo corso”.