25/01/2021
21/06/2011

Bossi: "nessun passo
indietro sul trasferimento
dei ministeri"

La fiducia posta dal governo sul decreto sviluppo è passata con 317 sì e 293 no. Nel pomeriggio dalle 16 è atteso il discorso al Senato di Silvio Berlusconi sulla verifica di governo chiesta dal Capo dello Stato. Sui ministeri al Nord Bossi che non c'é stato alcun passo indietro da parte della Lega

Accordo trovato tra Pdl e Lega sul trasferimento dei ministeri al Nord e sulla guerra in Libia.

Da Pontida i vertici del Carroccio avevano lanciato l'ultimatum al governo: 4 dicasteri al Nord e stop alla missione. Ma dopo il vertice di stanotte a Palazzo Grazioli, Pdl e Lega hanno raggiunto un compromesso sui temi caldi dell'agenda politica.

Rimandata al prossimo 6 luglio la decisione sulla fine dell'intervento militare in Libia. Sulla questione che ha infiammato il popolo leghista presente sul "sacro prato" la scorsa domenica, sembrava che gli esponenti del Carroccio avessero fatto un passo indietro. L'accordo col Pdl prevedeva che ministeri, nella loro autonomia ma nel rispetto di quanto previsto dalla Costituzione su Roma Capitale, potevano istituire delle sedi di rappresentanza operative altrove, ma senza costi aggiuntivi per lo Stato. Era previsto un ordine del giorno congiunto in cui si confermava che ad essere distaccati sarebbero stati solamente degli uffici ministeriali di rappresentanza.

Ma questa mattina alla Camera colpo di scena. Conversando con i cronisti parlamentari Umberto Bossi ha detto che sul trasferimento dei ministeri la Lega non ha fatto nessun passo indietro. "E' un fatto d'obbligo dell'Europa fare quella roba lì. L'hanno fatto in Inghilterra e Germania. E' necessario coinvolgere tutto il Paese. Passo indietro della Lega? No”.  E ancora, Maroni delfino di Bossi e possibile sucessore? “La gente a Pontida urlava 'secessione' e non 'successione'. Sono ancora giovane. A Pontida la gente è venuta per me".

Intanto oggi nelle sedi parlamentari sono previsti due appuntamenti molto importanti per l’Esecutivo. Il primo era la fiducia posta dal governo sul decreto sviluppo che è passata con 317 sì e 293 no. Il secondo è previsto al Senato dalle 16 con il discorso del premier Silvio Berlusconi sulla verifica di governo chiesta dal Capo dello Stato.