26/01/2021
19/06/2011

E venne il giorno
di Pontida

Sono già migliaia i militanti della Lega in attesa sul prato di Pontida del discorso del loro leader Umberto Bossi. Il senatur annuncia sorprese e la richiesta di trasferire al Nord 4 ministeri: Economia, Lavoro, Riforme e Semplificazione legislativa. Un grande striscione auspica per Maroni la presidenza del consiglio

“Domani ci saranno altre sorprese”, annunciava ieri Umberto Bossi  da Bergamo. E il domani è arrivato e sono già migliaia i militanti leghisti che affollano il prato di Pontida in attesa del loro leader.

Le richieste a Palazzo Chigi saranno numerose. Dalla immediata attuazione della riforma del fisco, all’alleggerimento del patto di stabilità per i comuni virtuosi del Nord; dalla riduzione delle missioni militari internazionali al ritiro dalla Libia, fino al blocco navale nel Mediterraneo per gli immigrati nordafricani. Ma anche i rifiuti in Campania e poi, forse, il colpo ad effetto: la richiesta a Silvio Berlusconi di fare un passo indietro nelle elezioni del 2013.

Potrebbe essere questo l’ultimatum, la svolta che Umberto Bossi annuncerà al popolo padano. I dirigenti del Carroccio sono riusciti a mantenere il più stretto riserbo sul contenuto dell'intervento del Senatur, ma sono in molti a credere che la Lega alzerà la voce, per ribadire le proprie richieste, senza arrivare a uno strappo decisivo con il Cavaliere. Un modo relativamente soft, per far capire quanto l'alleanza con il Pdl sia fragile e segnare un certo distacco da  Berlusconi.

Scopo è quello di smorzare lo scontento della base e frenare le divisioni interne. Per la prima volta nella storia del raduno, l’unico a parlare sarà Umberto Bossi. Segno di un partito che parla con una voce sola, chiamato a tracciare una nuova rotta politica, dopo il calo dei consensi elettorali.

L'attesa di Pontida crea tensioni nella maggioranza. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa dice che, per quanto riguarda la Libia “si potrebbe ipotizzare di porre un alla missione” e sui  costi “c'è gà un piano, non perché ce lo chiede la Lega, ma perché pensiamo da tempo che sia la via giusta da prendere”. Roberto Formigoni critica invece l'idea di spostare alcuni ministeri al Nord. “La Lega tiri le somme e non faccia più ultimatum, che sono solo penultimatum” ironizza il leader Pd Pierluigi Bersani mentre Futuro e Libertà fa sapere che dopo il bunga bunga per Berlusconi è arrivata la stagione dei ricatti.