25/01/2021
13/11/2009

Cosentino: "Berlusconi
mi ha detto di restare"

Cosentino resta il candidato alla Regione Campania per il Pdl. Intanto fa discutere il Ddl sulla giustizia, presentato in Senato. A rischio prescrizione numerosi processi

"Il presidente mi ha detto che finora non ha trovato una so­la persona che avesse parlato male di me". "Io gli ho rappresentato l’infondatezza delle accuse che mi vengono rivolte. Lui mi ha confessato di aver trascorso un po’ del suo tempo, ieri sera, a leggersi l’ordinanza che mi riguarda. Alla fine, mi ha esortato a rimane­re in corsa per la candi­datura alla Regione e a mantenere il mio ruolo di sottosegretario e di parlamentare".
Non si tira il sottosegretario indietro Nicola Cosentino, travolto dalle accuse per concorso esterno in associazione mafiosa, candidato alle  elezioni regionali in Campania.
 
A seguito dell'atto d'accusa emesso dal Gip nei confronti di Cosentino, il Presidente della Camera e cofondatore del Pdl Gianfranco Fini, aveva espresso un niet sulla candidatura di Cosentino alle regionali in Campania. Ma dopo l'incontro di ieri con Berlusconi, Cosentino conferma di correre col Pdl alle Regione Campania.
 
Intanto,  ieri la maggioranza ha presentato al Senato il disegno di Legge sulla giustizia. Tre articoli che dovrebbero abbreviare la durata dei processi, che non potranno superare i sei anni. Il testo prevede  la prescrizione dei processi in corso in primo grado per i reati "inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione" se sono trascorsi più di due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero senza che sia stata emessa la sentenza.
 
Insorge l'opposizione, che teme che processi come quello della Thyssen , Cirio  e Parmalat cadano in prescrizione.  "Il ddl non si applicherà per il furto aggravato. Così per il rom che ruba il processo rimarrà, mentre processi come Eternit, Thyssen, Cirio e Parmalat andranno al macero".
 
Il provvedimento, secondo il segretario del Pd Pierluigi Bersani, potrebbe essere a rischio incostituzionalità. "Questo ddl è inaccettabile - ha detto, a margine del congresso dei radicali - daremo battaglia. Se arriveremo alla scontro non sarà responsabilità dell'opposizione". E sull'immunità parlamentare ha tagliato corto: "Andiamo avanti così, come i gamberi".
 
Antonio Di Pietro annuncia che l'Italia dei valori è pronta a chiedere il referendum contro la legge sul processo breve targata Pdl. "Il 5 dicembre con la manifestazione a piazza Navona annunceremo l'impegno a raccogliere le firme per un referendum contro una legge incostituzionale, immorale e contro gli interessi degli italiani. - dice Di Pietro - La legge proposta dice che dopo 2 anni il processo non si deve fare più. Per questo migliaia di processi, tra cui quelli sui maggiori scandali italiani da Parmalat ai bond argentini, andranno tutti estinti: è la più grande amnistia mascherata della storia".
 
Durissima anche la reazione dell'Associazione nazionale magistrati, che parla di "effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia". "Gli unici processi che potranno essere portati a termine - spiegano i vertici del sindacato dei magistrati - saranno quelli nei confronti dei recidivi e quelli relativi ai fatti indicati in un elenco di eccezioni che pone forti dubbi di costituzionalità".
 
L'Anm preferisce non parlare di "amnistia", ma di una "sostanziale depenalizzazione di fatti di rilevante e oggettiva gravità". Ed elenca tutti i reati destinati ad andare in prescrizione: "abuso d'ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d'ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino".