26/01/2021
13/01/2011

Lo scudo è
in parte illegittimo

12 sì e 3 no e il legittimo impedimento viene bocciato in parte. E' questa la decisione della Corte Costituzionale in merito alla controversa norma che congelava i procedimenti giudiziari a carico del presidente del Consiglio

12 sì e 3 no e il legittimo impedimento viene bocciato in parte. E' questa la decisione della Corte Costituzionale in merito alla controversa norma che congelava i procedimenti giudiziari a carico del presidente del Consiglio. In particolare la Consulta avrebbe bocciato la certificazione di Palazzo Chigi sull'impedimento e l'obbligo per il giudice di rinviare l'udienza fino a sei mesi, dichiarando illegittimo il comma 4 dell'art.1 della legge 51 del 2010. E avrebbe bocciato in parte il comma 3, affidando al giudice la valutazione del 'legittimo impedimento'.

La Consulta avrebbe inoltre fornito una interpretazione del comma 1, ritenendolo legittimo solo se, nell'ambito dell'elenco di attività indicate come impedimento per premier e ministri, il giudice possa valutare l'indifferibilità della concomitanza dell'impegno con l'udienza, nell'ottica di un ragionevole bilanciamento tra esigenze della giurisdizione, esercizio del diritto di difesa e tutela della funzione di governo, oltre che secondo un principio di leale collaborazione tra poteri.

Il comma 3, rispetto al quale la Corte sarebbe intervenuta con una pronuncia 'additiva', prevede che "il giudice, su richiesta di parte, quando ricorrono le ipotesi di cui ai commi precedenti, rinvia il processo ad altra udienza".
    
Il comma 1, di cui la Consulta ha invece dato una interpretazione conforme a Costituzione, prevede che per premier e ministri, chiamati a comparire in udienza in veste di imputati, costituisce legittimo impedimento "il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti". A seguire, sempre il primo comma, elenca i riferimenti normativi riguardanti specifiche attività tra le quali, ad esempio, il consiglio dei ministri, la conferenza Stato-Regioni, impegni internazionali etc. Dopo questo elenco minuzioso, il comma 1 prevede che sono oggetto di legittimo impedimento le "relative attività preparatorie e consequenziali, nonché ogni attività comunque coessenziale alla funzioni di governo".

Immediate le reazioni politiche al pronunciamento della Corte.

Per Sandro Bondi “siamo di fronte al rovesciamento dei cardini della nostra Costituzione e dei principi fondamentali di ogni ordine democratico”.

Donatella Ferranti, capogruppo Pd nella Commissione Giustizia della Camera dice che: “Le anticipazioni sulle motivazioni della Corte smontano sostanzialmente l'impianto della legge e confermano che non c'era alcun bisogno di un intervento legislativo sul legittimo impedimento. Il parlamento è stato quindi impegnato inutilmente per troppi mesi”.

Il deputato di Fli, Giuseppe Consolo, prende atto rende atto della decisione della Corte costituzionale e aggiunge: “ora si dovrà vedere come i giudici, udienza per udienza, valuteranno le richieste di legittimo impedimento. Se vogliamo vederla così, dopo questa decisione esce vittorioso il ruolo dei giudici su quello dei politici".

Intanto Silvio Berlusconi ha annunciato che domani mattina sarà in televisione per commentare la decisione della Consulta.