01/11/2014
18/03/2012

Ansia per gli italiani
rapiti in India

Sospeso l'ultimatum lanciato al governo di Orissa dai maoisti. "Gli stranieri trattano la nostra gente come scimmie”. Negli ultimi decenni il braccio di ferro con le autorità ha provocato migliaia di morti, ma è la prima volta che nelle loro mani finiscono degli stranieri

indiaOre di trepidazione per la sorte di Paolo Bosusco e Claudio Colangelo gli italiani rapiti due giorni fa nello Stato di Orissa, nel nordest dell'India, dai ribelli maoisti. “L'offerta pubblica di trattativa” proposta dalle autorità locali risponde in parte alle richieste dei guerriglieri e di fatto sospende il loro ultimatum fissato per questa sera.

Le rivendicazioni sono politiche e tutte in ambito locale, “aprire subito una trattativa” sulle richieste fatte dai maoisti nel febbraio dello scorso anno, che prevede, tra l'altro, la liberazione dei detenuti politici e la fine delle operazioni militari. “Siamo pronti a discutere su tutto, nel rispetto della legge, ma prima liberate gli italiani” è la proposta del governo dell'Orissa dove, per rispetto alle popolazioni locali, il turismo è soggetto a rigide autorizzazioni, tra le quali il divieto di scattare fotografie alle persone.

“Abbiamo arrestato due turisti italiani che, come centinaia di stranieri, trattano la nostra gente come scimmie”, viene detto nel messaggio audio dal leader dei ribelli Shabhasachi Panda, che pone 13 punti di trattativa. Gli stranieri considerano i locali “fenomeni da baraccone. Questo è contro l'umanità e vogliamo che la gente in massa si ribelli contro ciò”, prosegue la rivendicazione.

In Orissa il movimento Naxalita, così viene chiamata la galassia di gruppuscoli maoisti, conta decine di migliaia di militanti ed è attivo in un terzo del territorio del paese. Negli ultimi cinquant'anni il braccio di ferro con le autorità ha provocato migliaia di morti, ma è la prima volta che nelle sue mani finiscono cittadini stranieri.