25/01/2021
11/11/2009

Governo battuto
sulla Finanziaria

L'esecutivo sotto per 4 voti su una proposta dell'Italia dei Valori. Poi passa un'altra proposta dell'opposizione presentata dal Pd. Intanto il Governo deve affrontare il caso Cosentino e la nuova condanna all'avvocato inglese Mills

Governo battuto due volte, questa mattina, sulla Finanziaria, con due emendamenti presentati da Idv e Pd. Gli emendamenti si riferiscono all’articolo 21 della riforma della Finanziaria e riguardano il bilancio di previsione, sui quali il vice ministro all'Economia Giuseppe Vegas e il relatore del ddl avevano espresso parere contrario. Un terzo emendamento del Pd, a firma Linda Lanzillotta, è finito in parità ed è quindi stato bocciato. Con 263 voti a 259 e poi con 262 a 259 voti sono state approvate due proposte di modifica sulle quali il governo aveva espresso parere contrario.
 
L'emendamento dell’Idv punta a introdurre un raccordo tra i programmi di bilancio e la nomenclatura Cofog. Con l’altro emendamento, a firma Linda Lanzillotta e fatto proprio dal Pd, si punta ad evidenziare il collegamento tra gli indicatori e i parametri che devono essere indicati negli stati di previsione e il sistema di indicatori ed obiettivi che la legge sulla trasparenza ed efficienza che la pubblica amministrazione assegna alle singole amministrazioni.
 
Intanto il Governo è impegnato a dirimere due questioni scaturite dalla sentenza sul processo Mills, e sul caso Cosentino in Campania.
La maggioranza fa qaudrato attorno al sottosegretario Cosentino, dopo la sentenza che lo vedrebbe coinvolto in affari con la Camorra e si, legge, "eletto grazie ai clan della Camorra, ha rafforzato i vertici dei Casalesi."
 
Intanto David Mills è stato condannato dai giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Milano per corruzione in atti giudiziari "susseguente" e non "antecedente" alle testimonianze, ritenute false e reticenti, che rese nell’intento di favorire Silvio Berlusconi. Lo spiegano le motivazioni della sentenza depositata oggi dal relatore Rosario Spina.
Secondo i consiglieri di Corte d’appello di Milano l’accordo illecito tra Mills e un emissario di Berlusconi si è concluso alla fine del 1999: dunque, non prima (come era stato ritenuto con la condanna di primo grado), ma dopo le testimonianze rese da Mills nei processi All Iberian e Arces. Gli elementi certi sono "un compenso di 600mila dollari e la promessa di tale compenso nell’autunno 1999. Elementi che - si legge nella sentenza - si collocano temporalmente in epoca successiva rispetto alle deposizioni testimoniali di Mills, e da essi non si può pertanto prescindere per valutare la qualificazione del tipo di corruzione".