26/01/2021
14/06/2012

Ddl anticorruzione: la Camera approva. Ora tocca al Senato

ROMA - Con 354 sì, 25 no e 102 astenuti la Camera ha approvato il ddl anticorruzione. Il provvedimento passerà ora al Senato. Il Pdl in Aula: "Così il governo ci ammanetta"

ROMA - Con 354 sì, 25 no e 102 astenuti la Camera ha approvato il ddl anticorruzione. Il provvedimento passerà ora al Senato e qui, come annunciano i pidiellini, potrebbero arrivare modifiche importanti. 

Qualche segnale, a dire il vero, sembra essere arrivato già ieri. Nella giornata in cui l'Esecutivo ha incassato si le tre fiducie su altrettanti passaggi cruciali del testo, ma lasciando dietro di se una coda di polemiche tra assenze ingombranti e maldipancia. Innanzitutto sulla questione dell'incandidabilità dei condannati in via definitiva. “La delega al governo - obiettano Idv e Fli, che si astiene sulla fiducia - farebbe slittare l'applicazione della norma alle elezioni del 2018, e non già alle prossime politiche”. Polemica rovente, tanto che il guardasigilli Severino e il collega Patroni Griffi si affrettano ad assicurare che l'impegno del governo è ad accelerare per renderla subito operativa.
 

Ma è soprattutto un altro il nodo che rischia di far saltare il provvedimento al Senato. Il testo, nel complesso, piace pochissimo ai pidiellini. Un dissenso fotografato, per esempio, dall'assenza di Berlusconi al momento del voto. Ai suoi il cavaliere avrebbe ribadito che sulla giustizia non sono permessi passi indietro. Le norme del ddl, questo il ragionamento, penalizzerebbero solo il Pdl. Forte il disappunto per lo spacchettamento del reato di concussione che salverebbe, questa l'accusa al Pd, l'ex democratico Penati, accorciando i tempi di prescrizione. Così il Pdl promette modifiche al Senato, e promette più in generale battaglia . Sulle intercettazioni, sul falso in bilancio, sulla responsabilità civile dei giudici.