28/11/2014
20/02/2012

Marò, disposti
3 giorni di fermo

Disposti dalle autorità giudiziarie indiane tre giorni di fermo per i 2 militari italiani accusati dell'omicidio di due pescatori

La magistratura indiana ha disposto tre giorni di fermo per i due marò implicati nella morte di due pescatori indiani. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono accusati di omicidio.

La situazione resta complicata, per la pesantezza dell'accusa, e per la difficoltà di prevedere un iter giudiziario equo. Una manifestazione, piccola ma rumorosa, si è svolta proprio davanti alla casa del giudice che dovrà decidere e il ministro della marina mercantile indiana già parla di crimine imperdonabile e chiede punizione per i colpevoli. Insomma, più di un legittimo sospetto che le elezioni in corso possano influire sulla questione.

"Le autorità indiane non stanno collaborando", dice il capo della nostra diplomazia, il ministro degli Esteri Terzi. La divergenza, così l'hanno definita i nostri diplomatici, tra Italia e India è netta. I militari in realtà negano del tutto ogni addebito, non avrebbero mai sparato ad altezza uomo contro il peschereccio in questione, dicono. Unica cosa certa è che il fatto è avvenuto in acque internazionali e per questo l'Italia rivendica un difetto di giurisdizione.

A casa nostra, però, si apre anche una polemica interna. La Marina Militare aveva chiesto di proteggere i marò, di non attraccare, di non consegnare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, perché hanno agito nel pieno rispetto delle regole di ingaggio, e cioè fuoco in aria di avvertimento in caso di minaccia di abbordaggio. Così non è stato, sono scesi a terra ed ora le autorità indiane possono trattare da una posizione di forza mentre il malumore dei marò naviga su Facebook, “tenete duro - dicono i colleghi - perché veniamo noi a prendervi”.

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