20/06/2019
01/04/2019

Arriva il business del “plastic free”

In attesa dello stop europeo molte aziende studiano alternative di successo. In Italia vince la Sicilia





In attesa della direttiva europea che, a partire dal 2021, imporrà il bando di posate, piatti e cannucce non ecocompatibili, alcune aziende si sono già mosse proponendo per tanti prodotti sostituti della plastica. Tra queste Ikea che ha annunciato l’eliminazione, entro il 2020, di tutta la plastica presente nei suoi prodotti, con l’obiettivo di utilizzare solo energia rinnovabile e materiali riciclati entro il 2030. Anche una grande catena alberghiera ha eliminato le cannucce inquinanti dai suoi 650 hotel.

E ancora, a Amsterdam molti supermercati hanno creato interi settori dove tutto ciò che si compra è “plastic free”. La stessa cosa sta succedendo in Gran Bretagna.

In Italia si diffondono sempre di più i negozi liquidi o dello sfuso. Ovvero quelli dove si acquistano prodotti senza imballaggio. E solo a Milano 200 attività commerciali hanno aderito all’iniziativa “no alla plastica”. Così come ci sono società che vendono materiale per l’ufficio che il marchio “plastic free”lo hanno addirittura messo sui prodotti.

In Sicilia un’azienda che produce ghiaccioli sta introducendo le ecocannucce realizzate in mais. Accanto alle motivazioni ecologiche di questa scelta, ci sono anche quelle legate al nuovo business: puntare al consumatore che preferisce comprare posate e affini senza inquinare. Un segmento ancora di nicchia, ma destinato ad allargarsi.

Anche i Comuni si stanno muovendo soprattutto quelli siciliani. 25 amministrazioni hanno già fatto scattare lo stop totale alla plastica. I primi sono stati Malfa sull’isola di Salina e poi Lampedusa e Linosa. Ne hanno approfittato anche Favignana, Ustica, Pantelleria e Palermo dove il sindaco Leoluca Orlando ha firmato un’ordinanza che prevede il divieto di commercializzare e distribuire sacchetti e stoviglie non biodegradabili durante concerti, sagre e mercatini.

D’altronde le cifre parlano chiaro. In Italia si stima un utilizzo di 120 mila tonnellate di stoviglie usa e getta l’anno. E sempre in Sicilia si trova la prima scuola italiana “plastic free”. La Bersagliere Urso di Favara in provincia di Agrigento, ha deciso di adottare bicchieri di carta distribuendo borracce in alluminio. La rivoluzione contro la plastica parte dai ragazzi e le aziende ne devono tenere conto.