29/11/2021
16/08/2012

Asilo politico ad Assange:
scontro diplomatico

LONDRA - L'Ecuador ha concesso asilo politico al fondatore di WikiLeaks. Ma gli inglesi hanno già fatto sapere che Assange non lascerà il Paese da uomo libero

L'Ecuador ha concesso asilo politico ad Assange. La  guerra diplomatica tra Gran Bretagna e il Paese è ormai dichiarata. Gli inglesi hanno già minacciato di  attaccare l'ambasciata del paese sudamericano qualora questa decida di concedere asilo politico al fondatore
di WikiLeaks, ricercato dalle autorità svedesi per essere interrogato in un caso di abusi sessuali.

L'australiano ha chiesto e ottenuto asilo politico alle autorità di Quito  sulla base della possibilità che la Svezia lo estradi negli Stati Uniti, dove sul suo capo pendono accuse pesanti  per le rivelazioni compiute dal suo sito due anni fa a proposito delle attività del Dipartimento di
Stato. Negli Stati UnitiAssange potrebbe rischiare anche la pena capitale.

Il ministro degli Esteri dell'Ecuador, Ricardo Patino, ha accusato il governo britannico  di voler compiere un raid nella sede diplomatica per catturare il padre di WikiLeaks: se la misura annunciata verrà effettuata, ha detto il ministro, "sarà interpretata dall'Ecuador come un atto  inaccettabile e ostile, un attentato alla nostra sovranità. Saremo obbligati a rispondere. Non  siamo una colonia britannica".

Intanto, davanti all'ambasciata londinese in Ecuador c'è stata una manifestazione pro Assange,
mentre WikiLeaks parla di minaccia sproporzionata alla circostanza e di attacco senza precedenti ai
diritti dei richiedenti asilo politico.