18/01/2021
05/11/2010

La cultura non si mangia

La settimana prossima si ferma l’arte in Italia. Musei, mostre, monumenti protestano contro i taglia alla cultura

Taglia che ti ritaglia alla fine rimane ben poco.
Se togli dieci a chi ha mille, quello nemmeno se ne accorge. Se togli dieci a chi ha cinquanta, quello se ne accorge, eccome se ne accorge.
La cultura in Italia è in questa situazione. Già ha poco e quel poco si taglia. Sacrifici per tutti, non possono esserci isole felici.
Ma l’Italia non è un’isola. Uno sguardo alla geografia ci dice che l’Italia è una penisola, bagnata per tre parti dal mare e (se ci consentite la battuta) prosciugata da Tremonti. Il ministro dei tagli annuncia: ”La cultura non si mangia”. Detto dal ministro dei conti fa un certo effetto.
Per un paese come il nostro se la cultura non si mangia, certamente fa mangiare. Viviamo sulle città d’arte.
Bisognerebbe investire, altro che tagliare. Investire per consentire aperture orarie maggiori, investire per consentire a tutti di passare una giornata a visitare un museo, una mostra, un monumento.
E se in un paese con la storia del nostro si sta per arrivare alla protesta di fermare per un giorno tutto quello che è cultura vuol dire che siamo proprio arrivati al fondo.
E che a qualcuno non venga in mente di dire che arrivati in fondo si può sempre scavare e andare ancora più giù.

 

>> guarda la vignetta

 

 

L’angolo acuto
© Riproduzione riservata (5 Novembre 2010)