19/11/2018
13/09/2018

Arte. Mercato al top. Nel mondo vale oltre 60 miliardi

Non è più un mercato solo per ricchi. L’11% delle opere costa meno di mille euro. A Lugano una mostra con i capolavori convenienti




Negli ultimi 10 anni, il giro d’affari del mercato dell’arte è raddoppiato a livello mondiale, passando da 35,9 miliardi di euro nel 2005, a superare i 60 miliardi di oggi. Collezionisti e mercanti, ma anche investitori lontani dai movimenti artistici o digiuni di antichità e opere d’arte, nel 2017 hanno ricominciato a spendere preferendo un quadro o una scultura appesa in casa piuttosto che un lingotto d’oro chiuso in cassaforte.

Gli americani restano saldamente in testa per volumi e valore delle vendite ma la sorpresa è rappresentata dai cinesi che, con una crescita del 14% e 13 miliardi di dollari spesi, hanno superato i mercanti di Sua Maestà salendo al secondo posto.

Nella classifica dei Paesi con il maggior numero di vendite c’è anche l’Italia che per volumi di opere d’arte si piazza comodamente nella top ten con un 2% del totale, poco sotto svizzeri, spagnoli, francesi e al pari di compratori giapponesi, australiani e asiatici.
Le transazioni di oggetti e opere d’arte in Europa, vedono al primo posto la Gran Bretagna col 62%, seguita da Francia, Germania, e al quarto posto Italia, Spagna e Austria a pari merito.

Un’altra sorpresa è l’espansione delle operazioni messe a segno online, una crescita che non uccide posti di lavoro: i dipendenti del settore restano stabili a 3 milioni di persone nonostante il boom di Instagram diventato vero punto di riferimento per artisti e collezionisti e dei siti specializzati, ormai all’8% del totale. Insomma, l’arte scende dal piedistallo e non ci sono solamente i soliti nomi a gestire e muovere il settore.


La marcia senza freni delle vendite sul web oggi rappresenta, il 2% sviluppato dalla sola piattaforma Instagram e il 6% sull’online in generale rispetto alla totalità degli “altri canali” di vendita. Quindi circa l’8% è rappresentato dal web, contro un 24% di mercanti e gallerie d’arte, il 19% delle fiere o mostre, il 18% degli studi degli artisti, 10% delle aste.

Ma è possibile avvicinare tante persone a opere accessibili, ma di qualità?

Anche qui c’è una rivoluzione portata soprattutto da internet. L’11% delle opere vendute online costa meno di mille dollari. Il 20% è stato battuto tra mille e 5mila mentre il grosso delle transazioni riguarda la fascia intermedia che va da 5mila a 50mila dollari a “pezzo”. Quindi i due terzi del mercato non costano un occhio. Ma gli acquirenti di fascia alta - pur rappresentando soltanto il 26% del totale per volumi di vendite - muovono il 70% del totale se si guarda al valore delle opere acquistate. E la scelta cade 8 volte su dieci, sull’arte contemporanea, la preferita dagli acquirenti. 

Anche nel mercato delle fiere si possono fare buoni affari. A Lugano per esempio il 20 settembre si inaugura la terza edizione della WopArt, una manifestazione di quattro giorni diventata la più importante al mondo per i collezionisti di opere su carta. Qui è possibile acquistare lavori di artisti emergenti a meno di mille euro. Ma anche capolavori rarissimi di grandi maestri dal Cinquecento al Novecento. In soli tre anni l’interesse per questa fiera è cresciuto tantissimo e all’edizione di quest’anno partecipano 90 gallerie provenienti da 14 Paesi del mondo. Gli stand ospiteranno opere che spaziano dal disegno agli oli su carta, dalle grafiche d’autore alle fotografie.

In dieci anni il valore dei disegni più datati è cresciuto mediamente del 60% e per i contemporanei del 25%. Il turnover globale si è sestuplicato dal 2005 a oggi. Tra gli stand di WopArt si potranno ammirare lavori di grandi maestri come Mirò, Klimt, Shiele, Christo, Picasso,Warhol, Fontana e Modigliani solo per citarne alcuni. O i nostri Afro, Boetti, Castellani, Scanavino, Schifano  o Tancredi. Insieme a lavori di artisti storicizzati, ma ancora da riscoprire a livello internazionale.