24/07/2014
11/01/2012

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Inflessibile nel riscuotere le quote per i diritti d'autore, la Siae sarebbe stata molto meno rigida nella gestione del proprio patrimonio immobiliare

Inflessibile nel riscuotere le quote per i diritti d'autore, la Siae sarebbe stata molto meno rigida nella gestione del proprio patrimonio immobiliare. Che poi, è pure il nostro.

E' il Corriere della Sera a rivelare che sei palazzi di pregio nel centro di Roma di proprietà del fondo pensioni dell'ente pubblico, sarebbero stati dati via per un prezzo di molto inferiore a quello di mercato. Stimati per circa 436 milioni d'euro, con un atto di cessione firmato nei giorni di Natale, sarebbero in realtà stati venduti per 260 milioni di euro. In pratica una dismissione, non una buona notizia in tempi in cui il governo cerca ovunque risorse che rendano meno pesanti i sacrifici da chiedere agli italiani.
 
Nell'affare condotto a trattativa privata, malgrado offerte d'acquisto più alte, sarebbero entrati pure due misteriosi fondi dai nomi melomani, Norma e Aida. Procedure da chiarire e che chiamano in causa, il direttore generale della Società Autori ed Editori Gaetano Blandini, nome finito nelle carte dell'inchiesta sulla cricca del G8, proprio in questi giorni tornata in prima pagina per la vicenda del sottosegretario Malinconico e delle sue vacanze extralusso e gratis all'argentario. Blandini non è stato indagato, è però finita agli atti la sua stretta amicizia con l'ex Provveditore Angelo Balducci e con il costruttore Diego Anemone.

I sindacati sospettano che possa trattarsi del primo passo verso la privatizzazione. Indignato Blandini parla di notizie prive di fondamento, e promette di fornire a breve documenti che smontino le accuse.

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