19/09/2019
30/05/2013

L'omofobia è intollerabile

ROMA - “Scusa mamma mi sento oppresso non ce la faccio più ti prego perdonami". Poi il volo dal terzo piano. Per fortuna il giovane studente di origini romene se l'è cavata con qualche frattura. All'origine del gesto le umiliazioni subite dai compagni e dal padre per il solo fatto di essere gay

Umiliazione, dolore, rabbia, tutto troppo difficile da sopportare. “Scusa mamma mi sento oppresso non ce la faccio più ti prego perdonami". Poche parole indirizzate alla madre su Facebook prima del volo dal terzo piano, attutito da un'auto parcheggiata nel cortile interno della scuola. Il ragazzo, sedici anni, di origini romene è salvo, solo una frattura alle caviglie. La mamma non aveva ancora visto quel messaggio disperato quando è stata avvertita dalla scuola. 

Guarirà in fretta dicono i medici e speriamo che in fretta possano guarire anche le ferite che non si vedono. Le umiliazioni subite dai coetanei solo perché gay. Era stanco anche dell'atteggiamento di suo padre che a volte si comportava in modo violento perché non accettava la sua omosessualità, hanno raccontato gli amici agli investigatori. 

“Un Paese che si dice civile - aveva scritto qualche giorno fa in una lettera aperta a La Repubblica un ragazzo gay - non può abbandonare dei pezzi di se. Non può permettersi di vivere senza una legge contro l'omofobia. Un male che spinge molti ragazzi a togliersi la vita per ritrovare la libertà”.