25/10/2014
28/06/2010

G20: vince la
politica del rigore

Al vertice di Toronto vince la politica del rigore promossa dalla cancelliera Merkel. Toronto a ferro e fuoco per due giorni. Oltre 700 i fermati

Dimezzare il debito pubblico entro il 2013. I paesi del G20 hanno sottoscritto la linea dura di stampo tedesco: meno investimenti pubblici e maggiore rigore nei conti. Ma secondo molti analisti, se tutte le economie mondiali iniziano “a tirare il freno” il rischio recessione si fa più concreto.

Per il Fondo monetario internazionale si rischiano di perdere 30 milioni di posti lavoro e 4 mila miliardi di dollari di produzione.
Il presidente Barak Obama si mostra comunque ottimista: “l'economia si è allontanata dal precipizio”, ha dichiarato al vertice di Toronto. Ma gli Stati Uniti continuano a indebitarsi per sostenere la ripresa economica, muovendosi in maniera diametralmente opposta a quella indicata nella “dichiarazione d’intenti” del G20.
Allora per quale motivo la Casa Bianca ha sottoscritto un impegno al rigore? “Secondo l’economista Fitoussi, Obama ha sposato la dottrina “tedesca” dei tagli alla spesa pubblica in cambio della rinuncia alla tassa sulle banche di cui si è tanto parlato nei giorni scorsi, ma che non compare nel documento finale del G20.

Sostenere la domanda interna, abbattere il protezionismo e combattere la disoccupazione sono le altre indicazioni venute fuori dal vertice di Toronto.

Ma intanto folle di manifestanti, tra cui molti giovani senza lavoro, hanno messo a ferro e fuoco la tranquilla città canadese. Il bilancio degli scontri con le forze dell’ordine ammonta a cinquecento arrestati sabato e altri 224 fermati ieri. Alle prime ore dell’alba di domenica la polizia ha cominciato la caccia al black bloc, facendo irruzione nel campus dell’università di Toronto e arrestando 70 ragazzi.
Questa campagna di arresti così massiccia - che ha generato ulteriori proteste e scontri nel corso della giornata di ieri -  ha intasato i tribunali di Toronto, una città dove la polizia non era abituata nemmeno a usare i lacrimogeni contro i manifestanti.  Adesso molti di loro  rischiano di rimanere in galera in stato di fermo per oltre un mese.