24/04/2019
01/04/2019

Siria. Dopo 8 anni di conflitto i bambini tornano a scuola

Ragazzi angosciati e insicuri in uno studio di Save The Children. I danni dell’abbandono scolastico



Dopo 8 anni di conflitto devastanti, più di un terzo dei bambini siriani si sente sempre o frequentemente angosciato, insicuro e solo, secondo gli esiti di un’indagine realizzata da Save the Children.

Per lo studio sono state raccolte le testimonianze di centinaia di bambini che, pur profondamente segnati dalle conseguenze di violenze e distruzione, conservano la fiducia nel futuro e nella possibilità di ricostruire il loro Paese, ma chiedono al mondo pace, stabilità e istruzione.

In questi 8 anni sono nati più di 4 milioni di bambini siriani che non conoscono altro che la guerra.

Il 30% dei bambini intervistati ha dichiarato di non sentirsi al sicuro e per più della metà di loro le violenze del conflitto, la separazione dalle famiglie o la perdita di un genitore, la distruzione delle abitazioni e delle infrastrutture, insieme alla mancanza di scuole e assistenza sanitaria sono la dura realtà con la quale sono costretti fare i conti ogni giorno.

Ma soprattutto ad essere pesantemente sotto attacco, nei conflitti armati, è il diritto ad andare a scuola.In Siria sono oltre 2 milioni , uno su tre, i ragazzi a rischio di abbandonare gli studi. E questo perché il 40% degli edifici scolastici sono stati distrutti o resi inagibili dai bombardamenti, se non occupati da milizie armate o utilizzati come rifugio di sfollati.

Insieme alle scuole sono diminuiti gli insegnanti, anche loro travolti dalla guerra. Eppure un tempo tutti frequentavano la scuola primaria e il 76% arrivava alle superiori. Fra i danni dell’abbandono scolastico il lavoro minorile e l’aumento dei matrimoni precoci. A questo si aggiunge il rischio di incappare in mine inesplose che continuano a minacciare le zone rurali.

A occuparsi di scuola in Siria è WeWorld-Gvc fusione recente di due realtà no profit che intendono aumentare il loro impatto lavorando insieme in 29 Paesi, soprattutto a favore di donne e bambini.

La Onlus opera nelle zone di Aleppo e Deir Ez Zor, città strappata poco più di un anno fa all’Isis. Tra le tante urgenze quella di aggiustare le scuole usando cure particolari come colori, murales, banchi nuovi, cose che possono essere di aiuto a chi ha molto sofferto.

E poi programmi di recupero veloce a chi ha studiato malamente, materiale scolastico e attività ricreative che favoriscono la riduzione dello stress. Anche gli insegnanti vanno aggiornati nelle loro materie, preparandoli ad affrontare classi sovraffollate e bambini traumatizzati.

Oltre alla Siria tanti i Paesi che si trovano in situazioni simili. Dai dati Unicef risulta che dei 350 milioni di bambini oggi vittime di guerre o disastri ambientali, 104 milioni non vanno a scuola.