30/08/2014
29/01/2012

Quelle piccole
divergenze

Mercoledì nuovo incontro con le parti sociali dopo un avvio non felice. Se Corrado Passera si era detto molto ottimista sull'esito della trattativa, Elsa Fornero ribatte: “gli dirò di essere meno ottimista, non ci sono bacchette magiche"

Si riparte mercoledì, un nuovo incontro con le parti sociali dopo l'avvio non felice della trattativa, quando sindacati e Confindustria hanno bocciato in partenza l'ipotesi di cancellare la cassa integrazione straordinaria e la mobilità, proprio nel pieno della recessione.

Ma anche nell'Esecutivo cominciano ad affiorare i distinguo. Se Corrado Passera si era detto molto ottimista sull'esito della trattativa con le parti sociali, Elsa Fornero ribatte: “gli dirò di essere meno ottimista, non ci sono bacchette magiche per far ripartire immediatamente crescita, redditi e occupazione.

Frecciate a parte, la linea del Governo l'ha ribadita ieri Monti: “puntiamo a tutelare il singolo lavoratore, più che il singolo posto di lavoro”.
Idea cardine intorno a cui costruire un nuovo modello. Un contratto di lavoro legato all'età, con garanzie crescenti nel tempo. Una maggiore stabilità in entrata per i giovani, in cambio magari di maggiore flessibilità in uscita. Anche rivedendo l'articolo 18, dunque.

Cosa che trova l'opposizione dei sindacati, ma che a sorpresa divide persino gli industriali. Nella corsa alla successione della Marcegaglia, se Bombassei punta sull'abolizione dell'articolo18, l'altro candidato Giorgio Squinzi dice: “è l'ultimo dei nostri problemi, teniamoci stretto il dialogo con i sindacati”.

Due mesi per chiudere sulla riforma del mercato del lavoro. Monti anche alla vigilia della difficile trasferta europea, non a caso torna sull’argomento consapevole che su un tema cosi spinoso, imperativo per il Governo è aprire subito il tavolo con le parti sociali, discutendo punto per punto le proposte. Ma importante è anche mostrare una certa determinazione, vista la rapidità con cui sono state varate le liberalizzazioni, con misure che toccano soprattutto le categorie dei lavoratori autonomi, storico bacino elettorale del centrodestra.

Il Pdl, con vari mal di pancia che rischiano addirittura di spaccare il partito, ha inghiottito il boccone amaro, ma ora aspetta il Governo al varco sollecitando una riforma del lavoro che non sia soggetta ai diktat dei sindacati e della sinistra. Sinistra, Pd in testa, che su articolo 18 e ammortizzatori ha già lanciato i suoi moniti.

Una trattativa complessa dunque che coinvolge, sindacati, forze sociali, ma anche i partiti. Una complessità che si riflette inevitabilmente sul Governo facendo emergere divergenze, nello stesso Esecutivo, tra la parte più dialogante e quella più intransigente incarnata proprio dal ministro del Welfare. Il suo pianto quando annuncio i tagli alle pensioni è ormai un’icona ma, a dispetto di quelle lacrime, sul lavoro Elsa Fornero ha più volte fatto balenare il pugno di ferro, tranne poi tornare sui suoi passi, alimentando qualche insofferenza tra i suoi stessi colleghi. Dalla querelle con Passera al sottosegretario Polillo che intervenendo a Linea Notte descrive il ministro come una preparatissima teorica, ma senza esperienza politica, troppo facile a palesare le proprie emozioni, pronta però a correggersi.

Monti il mediatore, anche di questi screzi nel suo Governo dovrà farsi carico. Spetta a lui l’ultima parola. E l’obiettivo è quello di chiudere a marzo prima delle amministrative. Se il lavoro infatti entrasse tra i temi della campagna elettorale, Pd e Pdl si troverebbero di nuovo su fronti opposti, frantumando quella maggioranza che ora sostiene il governo tecnico. Un’eventualità che l’Italia forse anche tra due mesi, non potrà ancora permettersi.

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