13/12/2019
25/11/2019

Allarme cimice asiatica. Dimezzata produzione frutta

Danni per più di 350 milioni. In forte calo anche gli agrumi per la concorrenza estera




Prezzi stracciati, offerte e promozioni stellari, aste al doppio ribasso. Per la frutta non è un buon periodo a partire dagli agrumi.


Solo in Puglia la produzione è calata del 50% e purtroppo gli agricoltori anche  quest’anno sono costretti a venderli sottocosto. In Sicilia non va bene da tempo. Una pianta di arance su tre (31%) è stata tagliata negli ultimi quindici anni, ma si sono anche verificati il dimezzamento dei limoni (-50%) e una riduzione del 18% delle piante di clementine e mandarini.

Una vera e propria strage che ha portato alla perdita negli anni di circa 60 mila ettari  di agrumi. Oggi ne sono rimasti 124mila, dei quali 30mila in Calabria e 71mila in Sicilia.

Sotto accusa i prezzi pagati agli agricoltori che non riescono neanche a coprire i costi di raccolta a causa della concorrenza dei prodotti importati dall’estero, in una situazione di dumping economico, sociale ed ambientale.

A tutto questo si aggiunge l’allarme della cimice asiatica che ha dimezzato la produzione di pere in Emilia Romagna, una regione che da sola produce il 70% delle pere italiane e il 30% di tutte quelle europee.

Parliamo di 500mila tonnellate di raccolto l’anno che finiscono sui banchi dei fruttivendolo o nelle aziende che lo trasformano in succhi, conserve e marmellate.

Ebbene a causa della cimice asiatica la raccolta si è dimezzata con un danno economico per la sola Emilia Romagna di 120 milioni di euro. Se si aggiungono le pere del Veneto e tutte le pesche prodotte nel nord Italia si parla di danni per la frutta che superano i 350 milioni di euro.

E così le regioni del nord hanno deciso di muoversi per tempo e dopo aver visto i forti ritardi della regione Puglia nei confronti della Xylella, hanno chiesto con urgenza l’istituzione di un fondo nazionale straordinario per affrontare il tema della cimice asiatica.

Ricordiamo che si tratta di un parassita che non solo fa cadere i frutti a terra ma che  danneggia irreparabilmente anche quelli che rimangono sulla pianta, facendoli annerire e rendendoli inutilizzabili.

Un antagonista naturale per la cimice c’è ed è la vespa samurai, ma a causa dei vari passaggi burocratici che ne autorizzano l’importazione e il tempo necessario per abituarsi al nostro Paese, ci vorranno non meno di 5-6 anni perché cominci a portare reali benefici alle coltivazioni di frutta.