24/10/2019
01/12/2011

Giornata mondiale contro l'Aids

Per ricordare la gravità di un virus che ancora uccide troppe persone nel mondo. ma i marginio di miglioramento sono molti

Zero morti per Aids, zero nuove infezioni da Hiv, zero discriminazioni per i malati di Aids: Getting to zero, Arrivare a zero, è lo slogan scelto quest’anno per la Giornata Mondiale per l’Aids che si celebra oggi in tutto il mondo. L’obiettivo è sicuramente ambizioso, ma non impossibile. Anche l’accesso alle cure è migliorato nei Paesi in via di sviluppo: oggi il 50 per cento delle persone, candidate alle terapie, sono curate con farmaci salvavita.

Secondo le stime, nel 2010, in tutto il mondo, le nuove infezioni hanno raggiunto quota 2,7 milioni e le morti per Aids sono state 1,8 milioni, ancora tante, ma certamente i più bassi mai raggiunti dopo il picco dell’epidemia. Le nuove infezioni si sono ridotte del 21 per cento, dal 1997, e le morti sempre del 21 per cento, dal 2005. I contagi salgono nell'Europa dell'Est, nei paesi del vecchio blocco sovietico.

Ma in Italia i numeri sono ancora alti. Sono oltre 3mila i nuovi casi di contaggio di HIV e la prevenzione non è ancora una buona abitudine. A fare la stima è Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss).

In Italia, nel 2010, ci sono state 5,5 nuove diagnosi di Hiv ogni 100 mila abitanti. "Maggiormente colpito il Nord del Paese - osserva Rezza - con il picco maggiore che si registra in Emilia Romagna", con 8,4 diagnosi ogni 100 mila abitanti. Quindi il Lazio con 8,3. 
"Il tasso annuale di incidenza per nazionalità delle nuove diagnosi - prosegue - vede gli stranieri sempre più colpiti", 5 volte di più degli italiani: 20 su 100 mila, contro 4 su 100 mila dei nostri connazionali. Sempre nello stesso anno, le persone che anno scoperto di essere positive al virus dell'Aids avevano un'età media di 39 anni per gli uomini e 35 per le donne. Il numero delle persone viventi con infezioni da Hiv è esalito dai 135 mila casi del 2000 ai 157 mila del 2010, "principalmente - conclude Rezza - per la maggiore sopravvivenza legata alle terapie antiretrovirali".

E stamattina, davanti a Montecitorio, Equality Italia, rete per i diritti civili, Nps Network persone sieropositive e Arcigay Roma hanno promosso un flash mob con un megaprofilattico di quattro metri. "Più prevenzione, più salute” lo slogan, con la richiesta di abbassare in Italia il prezzo dei condom.