20/05/2013
16/04/2012

A Kabul è stato un massacro

Ieri, per 18 lunghissime ore, le forze di sicurezza sono state tenute sotto scacco da un gruppo di miliziani entrati con fin troppa facilità in una delle zone più controllate di Kabul. 47 persone restano uccise, 36 sono talebani

La situazione è oramai sotto controllo, sebbene a Logar si continui a sparare. Alcuni militanti sarebbero asserragliati in un palazzo in costruzione, assediati dalla polizia afghana.

Ieri, per 18 lunghissime ore, le forze di sicurezza sono state tenute sotto scacco da un gruppo di miliziani entrati con fin troppa facilità in una delle zone più controllate di Kabul. È l'area dove sorgono le ambasciate, gli edifici governativi, il Parlamento.

Attentatori suicidi, combattenti armati di razzi e granate hanno lanciato un'offensiva senza precedenti. A kabul e, contemporaneamente, nella provincia di Logar e in quella di Paktia. 47 persone restano uccise. 36 sono talebani. Due uomini del commando, catturati dalla polizia, si dichiarano appartenenti alla rete Haqqani, basata in Pakistan e affiliata ad al Qaeda.

E, puntuale, arriva la rivendicazione ufficiale degli attacchi. "Abbiamo agito come ritorsione per le copie del Corano bruciato e per gli altri abusi compiuti dalle truppe occidentali", spiega Zabiullah Mujahid, portavoce dei talebani. Che sono tutt'altro che sconfitti. E la catena di attacchi di ieri ne è la testimonianza più netta.

Entro il 2014 le truppe nato lasceranno il paese nelle mani delle autorità di Kabul. Difficile credere che per allora sapranno gestire la minaccia talebana.