06/06/2020
09/03/2020

Emergenza siccità. Troppi sprechi e alti consumi di acqua

In Italia si consumano 220 litri al giorno di acqua contro i 165 europei. Allarme stress idrico nel 2040





Più di 5 miliardi di persone potrebbero soffrire di carenza idrica entro il 2050 a causa dell’emergenza climatica, dell’aumento della popolazione e delle forniture sempre più inquinate. È quanto sostiene l’ultimo Rapporto delle Nazioni Unite sullo stato delle acque nel mondo.

Tra 4,8 e 5,7 miliardi di persone vivranno in aree povere di risorse idriche per almeno un mese l’anno, rispetto ai 3,6 miliardi di oggi, mentre il numero di persone a rischio di inondazioni aumenterà fino a 1,6 miliardi dagli 1,2 di oggi.

Anche l’Agenzia europea per l’Ambiente  prevede che la crisi climatica inciderà nei prossimi decenni sulla disponibilità di acqua.

In Europa l’impatto della siccità sull’agricoltura si farà sentire soprattutto nella fascia meridionale del continente con il rischio di desertificazione di vaste aree, dalla Spagna alla Grecia, passando per l’Italia entro la fine di questo secolo.

Già nel 2040 lo stress idrico dell’Italia, secondo il World Resources Institute, rientrerà nella fascia critica alta, la quarta su cinque. Ma l’orizzonte sembra ancora troppo lontano per prendere oggi provvedimenti concreti.

Da sempre infatti l’Italia fa un uso eccessivo di acqua potabile. 220 litri al giorno per abitante, numero che sale fino a 245 se consideriamo i consumi nei 116 capoluoghi italiani.

Un dato esagerato perché la media nordeuropea è di 190 litri e quella europea di 165. Inoltre non facciamo buon uso neanche dell’acqua che abbiamo. Infatti utilizziamo solo l’11% dell’acqua piovana, non recuperiamo le acque grigie nelle nostre case e riusiamo solo l’1% di tutta l’acqua che depuriamo.