21/11/2019
04/12/2012

Israele costruirà nuove case a Gerusalemme Est

ESTERI - Nonostante il nuovo no del segretario di Stato americano Hillary Clinton e l’ammissione all’Onu come Stato osservatore della Palestina, Israele decide di accelerare i piani per la costruzione di 1700 unità abitative a Gerusalemme Est nel sobborgo di Ramat Shlomo

Nonostante il nuovo no del segretario di Stato americano Hillary Clinton e l’ammissione all’Onu come Stato osservatore della Palestina, Israele decide di accelerare i piani per la costruzione di 1700 unità abitative a Gerusalemme Est nel sobborgo di Ramat Shlomo. 

Il piano israeliano era stato approvato nel 2010 durante la visita del vicepresidente Usa, Joe Biden, ma poi congelato. Gli Usa bocciarono già all'epoca il progetto. “Il Comitato del distretto di pianificazione e costruzione discuterà nelle prossime due settimane - spiegano i media - il piano per l'edificazione delle 1.700 unità abitative nel sobborgo Ramat Shlomo, che sorge oltre la 'Linea Verde' di Gerusalemme, ovvero i confini del 1967”.

“Israele continuerà a mettere in sicurezza i suoi interessi vitali anche di fronte alla pressione internazionale. La decisione resta in piedi", affermano voci dall'ufficio del premier Benyamin Netanyahu. "L'unilaterale mossa palestinese all'Onu è una lampante e fondamentale violazione degli accordi di cui la comunità internazionale era garante" - ha spiegato la fonte dell'ufficio - "Nessuno dovrebbe essere sorpreso che Israele non resti seduto a braccia conserte in risposta ai passi unilaterali palestinesi". La stessa fonte, riporta il Jerusalem Post, ha aggiunto che “Israele intraprenderà altri passi se i palestinesi da parte loro andranno avanti con altre mosse unilaterali”.

Intanto si muove la comunità internazionale. “Italia e Francia sono profondamente preoccupate dalla decisione di Israele sulle colonizzazioni, una preoccupazione che si riflette nella dichiarazione "ferma" dell'Alto rappresentante Ue Catherine Ashton” ha detto il premier Mario Monti a Lione.

E dallo stesso palco il presidente francese Hollande ripete: "Siamo preoccupati per le decisioni annunciate, che speriamo non saranno applicate, come l'istallazione di 3000 alloggi che 'non erano previsti", ha precisato Hollande. Francia, Spagna e Gran Bretagna hanno convocato i rispettivi ambasciatori a Parigi, Madrid e Londra per esprimere la loro protesta di fronte all'annunciato piano del governo Netanyahu.