26/10/2014
17/08/2011

Dopo il vertice
Borse meglio
(ma non troppo)

Il vertice franco-tedesco non entusiasma le borse. La ventata di ottimismo con cui Merkel e Sarkozy chiudono il loro incontro non dà l’iniezione di fiducia che si sperava ai mercati

Il vertice franco-tedesco non entusiasma le borse. La ventata di ottimismo con cui Merkel e Sarkozy chiudono il loro incontro non dà l’iniezione di fiducia che si sperava ai mercati Il vertice franco-tedesco non entusiasma le borse. La ventata di ottimismo con cui Merkel e Sarkozy chiudono il loro incontro non dà l’iniezione di fiducia che si sperava ai mercati.

L’incontro tra i due leader nelle intenzioni avrebbe dovuto rappresentare un punto fermo dal quale far ripartire l’economia per dare un’impronta unitaria a tutti i paesi dell’aerea Euro, ma per gli analisti si è rivelato deludente.

 All’apertura questa mattina la Borsa di Milano avvia le contrattazioni in calo dello 0,79% a 15.626 punti per Ftse Mib, mentre il Ftse All Share arretra dello 0,77% a 16.397 punti. Complessivamente in questo momento Piazza Affari è sotto dell’1,43%
.
Non vanno meglio le più importanti borse europee con Londra che perde l’1,06%, Parigi lo 0,95, Francoforte è sotto a -1,42%, Madrid -1,18 e Zurigo -0,81%.
 
Ieri  il presidente Sarkozy aveva lanciato la proposta di un governo di natura economica per il continente, che si riunisca una volta al mese e faccia una politica comune, gli Eurobond non bastano  ad unire l’Europa. Come primo titolare di questa carica, Parigi e Berlino propongono l’attuale presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy.

D’accordo anche la Merkel che auspica un vero processo di unione europea, che solo alla fine potrà immaginare l’adozione degli Eurobond “come ultima spiaggia”.

Per quanto riguarda invece la gestione dei conti pubblici dei singoli Paesi, Francia e Germania propongono di imporre a tutti i componenti dell’eurozona di inserire nella Costituzione un vincolo che obblighi a raggiungere il pareggio di bilancio e una tassazione sulle transazioni finanziarie.

Ottimisti e sorridenti i due leader vengono però stoppati  dal direttore generale del Fmi Christine Lagarde, che invita alla cautela sulle misure di austerità: “non lasciamo - scrive l’ex ministro dell’Economia francese - che le misure di restrizione per i bilanci blocchino la ripresa mondiale”.