22/07/2014
23/11/2011

Lega: "No
alla cittadinanza"

No alla cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia. Il Carroccio teme che le aperture del Capo dello Stato non siano altro che un “espediente per arrivare a riconoscere il diritto di voto agli immigrati”

E' pronta alle barricate la Lega, in Parlamento e in piazza. Per impedire a qualsiasi costo il passaggio di una legge che, secondo Maroni, “stravolge la costituzione”. Mentre è Calderoli a dare voce al timore più forte per il Carroccio. Il timore che le aperture del Capo dello Stato non siano altro che un “espediente per arrivare a riconoscere il diritto di voto agli immigrati”.

Questione delicata quella sui cui Napolitano è tornato con forza. Sarà per l'incisività delle parole, che bollano come follia e come assurdità il non concedere la cittadinanza ai bambini, figli di immigrati,  nati in Italia. Il risultato è che il tema torna prepotentemente all'ordine del giorno, spaccando le forze politiche.

Le reazioni furiose dei leghisti erano da mettere in conto. Ma è soprattutto il Pdl, in cui  convivono posizioni diverse, il nodo sensibile. “Proposta fuori dall'agenda” fa notare a caldo  lo stato maggiore del partito. E  per una come la Carfagna che si mostra possibilista c'é comunque un  La Russa che intima l'altolà o il rischio è la crisi di governo. Il Partito Democratico, invece, è convinto che  i tempi ormai siano maturi. “E' un'esigenza di civilità” fa notare Franceschini, per questo i Democratici sono pronti a votare il provvedimento entro Natale.

E a rompere il silenzio è il ministro della cooperazione Riccardi. "L'Italia -  dice -  ha bisogno di una visione strategica,  di cui l'integrazione degli immigrati e dei loro figli è un capitolo importante. Ben venga allora Napolitano, che parla ai nuovi cittadini italiani”.

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