18/11/2017
08/11/2017

Unicef. Ogni 7 minuti un adolescente ucciso per un atto di violenza 

Sei neonati su dieci vittime di un'educazione violenta




Sono dati impressionanti quelli diffusi dall'ultimo rapporto Unicef sull'altissimo numero di bambini che nel mondo vive ogni giorno  esperienze di violenza spesso causate da chi dovrebbe invece prendersene cura. Tre quarti di loro tra i 2 e i 4 anni, parliamo di circa 300 milioni, subiscono a casa aggressioni psicologiche e/o fisiche. Sei bambini su dieci a circa un anno di età sono regolarmente vittime di un’educazione violenta. C'è chi viene strattonato per punizione o schiaffeggiato o colpito alla testa. Un bambino su quattro sotto i 5 anni( 176 milioni) vive con una madre vittima di un partner violento. 


Poi ci sono le adolescenti e cioè circa 15 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni costrette a rapporti sessuali perlopiù subiti da un conoscente, un partner, un compagno di classe. Solo l'1% ha il coraggio di chiedere l'aiuto di uno specialista.


A livello globale, ogni 7 minuti, un adolescente viene ucciso a causa di un atto di violenza. Addirittura negli  Stati Uniti i  ragazzi neri non ispanici tra i 10 e i 19 anni hanno una probabilità 19 volte maggiore di essere uccisi rispetto a un ragazzo bianco della stessa età. Se il tasso di omicidi tra i ragazzi adolescenti neri non ispanici fosse applicato all’intera popolazione, gli Stati Uniti risulterebbero fra i 10 Paesi  più pericolosi al mondo. Ad oggi l'America  Latina e i Caraibi sono le uniche regioni in cui il tasso di omicidi tra gli adolescenti è aumentato.


Per quanto riguarda la scuola, sono 732 milioni i bambini che vivono in Paesi in cui le punizioni fisiche in classe non sono totalmente proibite. Poi c'è il fenomeno  bullismo e qui l'Italia, secondo  i dati Unicef, si colloca tra i dieci Paesi  in cui questo realtà è meno diffusa.


"I danni inflitti ai bambini di tutto il mondo sono molto preoccupanti, ha detto Cornelius Williams Responsabile UNICEF per la Protezione dell’Infanzia. È una violenza che non risparmia nessuno e non conosce limiti. Per questo supportiamo i governi nello sviluppo di politiche e leggi appropriate, piani nazionali che uniscano istruzione, assistenza sociale, giustizia, sistemi sanitari. Molto importante  è modificare le abitudini degli adulti e identificare i fattori che contribuiscono alla violenza contro i bambini".


Le politiche nazionali,raccomanda l'Unicef, si devono concentrare sulla riduzione dei comportamenti violenti, delle disuguaglianze e sulla limitazione dell’accesso ad armi da fuoco o altre armi.
Vanno incentivati 
sistemi di servizi sociali e formati operatori sociali per garantire sostegno e supporto ai bambini che hanno subito violenza. Fondamentale infine l'aiuto a genitori, insegnanti e membri delle comunità a riconoscere la violenza in tutte le sue forme per dare loro maggiore forza e possibilità di denunciarla.