22/05/2013
06/09/2011

11 settembre: La guerra e le sue derive ludiche in rete [2]

"Osama bin Game"


Lo sdegno ed il rifiuto iniziale per i videogiochi o animazioni collegate all'11 settembre, con l'attacco americano in Afghanistan si trasformarono invece in moda ed esaltazione: il popolo sommerso del web pian piano, sempre più vorticosamente, inondò la rete di videogiochi e filmati parodie, su Bin Laden, Bush, l'antrace, e tutti gli altri elementi che componevano l'immaginario di quella guerra.
Sono migliaia queste mini produzioni - ancora oggi on line - diffuse da un e-mail all'altra, o attraverso i newsgroup, o ancora con un semplice passaparola verbale.



Quasi tutto il materiale è estremamente violento oltre che pesantemente volgare.
Il tema principale è la tortura a Bin Laden: da rozze gif animate a evoluti Flash, il giocatore può dilettarsi in una variante quasi infinita di supplizi al miliardario arabo.

In ordine sparso, lo si può frustare, affettare, gli si possono sparare i chiodi nella pelle con la pistola per carpentieri; gli si possono infilare mazze chiodate, spunzoni per il ghiaccio, pali di ferro nei vari orifizi disponibili, scegliere torture blande come raderlo a freddo o tirargli il naso, oppure passare sul pesante, con iniezioni di virus, acido sul viso e addirittura usare uno schiavo sessuale nano, specializzato in pratiche sodomite.

Per sfogare la propria rabbia, e dare almeno virtualmente una mano alle truppe americane, esiste poi il vasto filone dello "spara all'Osama mobile".
Osama diventa un bersaglio, di solito sotto forma di caricatura saltellante: potete sparargli in un negozio di liquori, evitando di uccidere l'ostaggio nudo legato come un salame, oppure potete evitare l'invasione della terra in un simil space invader con le facce di bin Laden, oppure potete pian piano farlo saltare in aria a pezzi, mentre passa da una duna all'altra in cerca di un rifugio.
La struttura è quella resa famosa da Joe Cartoon, con i vari passaggi sempre più terribili, ma se già frullare la rana e friggere lo gerbillo erano pratiche controverse, dilettarsi con missili, cannoni, e bombe atomiche su talebani in pixel è quantomeno stravagante.

C'è infine il filone dei filmati non interattivi, ma altrettanto dissacranti: il più diffuso è quello che vede Bush insieme a Colin Powell, che suona i bonghi e canta sull'aria di “The Banana boat song” di Harry Belafonte. Il testo ovviamente è adattato per l'occasione "George Bush says revenge comes, Colin Powell will drop the bomb" ("George Bush dice che arriva la vendetta, Colin Powell sgancerà la bomba"). Ne esiste anche un'altra versione con bin Laden cantante, con "Mister tally man, tally me banana" che diventa "Mister taliban Osama".

Riferendosi ai videogiochini "di guerra" su internet, la rivista Wired riporta una dichiarazione di Craig Anderson, capo del dipartimento di psicologia dell'Iowa State University, che afferma: "questo sfogo catartico non solo è inutile, ma può anche essere dannoso. Non risolve nulla a livello reale, e fomenta la frustazione e la violenza."
Il popolo della rete non è sembrato interessato a questa analisi, e di giorno in giorno ha incrementato questo filone, che ha portato centinaia di migliaia di contatti sui siti che offrono questi giochi.
Contatti che si sono trasformati in soldi contanti nei molti casi in cui il webmaster, insieme ai queste parodie, metteva in vendita una linea di gadget ad esse collegate, con magliette che incitano a far fuori i terroristi, tazze con bin Laden nel mirino, etc.

Alcuni specificavano che il ricavato sarebbe stato devoluto in beneficenza, altri si sono intascati tranquillamente i dollari di quel momentaneamente fruttuoso mercato.