01/10/2014
11/03/2012

Giappone
un anno dopo
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E' l'11 marzo 2011, ore 14.46 locali, le 6.46 in Italia. Il nord-est del Paese asiatico viene sconvolto da una triplice catastrofe: terremoto, tsunami e la crisi nucleare di Fukushima. Una sequenza di morte e devastazione senza precedenti

Non ha voluto mancare alla cerimonia nonostante le sue precarie condizioni di salute. L'imperatore Akihito, 78 anni, reduce da un'operazione al cuore, si è presentato sul palco del Teatro Nazionale di Tokyo con la consorte e il premier Noda. Insieme hanno reso omaggio alle 19mila vittime dello tsunami che un anno fa sconvolse il Giappone.

E' l'11 marzo 2011, ore 14.46 locali, le 6.46 in Italia. Il nord-est del Paese asiatico viene sconvolto da una triplice catastrofe: il terremoto di magnitudo 9 richter, il più forte mai registrato; il devastante tsunami seguito al sisma; e la crisi nucleare di Fukushima, la peggiore dai tempi di Chernobyl. Una sequenza di morte e devastazione senza precedenti.
 
A un anno di distanza dal disastro, il Giappone si ferma per piangere le sue vittime e non dimenticare. Perché insieme al dramma delle migliaia di morti e di dispersi, c'é anche quello dei vivi, costretti a convivere con le conseguenze della contaminazione radioattiva. Oltre 344mila nipponici sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. La metà proviene dalla zona prossima all'impianto nucleare di Fukushima. E sa che probabilmente non vi farà piu' ritorno.

Sotto accusa la Tepco, la compagnia proprietaria della centrale, contro cui hanno manifestato a Tokyo alcune centinaia di giapponesi. Due sole le richieste: un'indagine trasparente sul disastro e lo stop del nucleare.

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