21/09/2020
17/12/2014

10 milioni per Benigni e i suoi Comandamenti. “Il settimo, non rubare, scritto per gli italiani“

CULTURA - Felicità e amore le parole più usate dal premio Oscar. L’appello contro la pena di morte e contro la guerra

Un grande successo ieri sera per Roberto Benigni e  per i suoi Comandamenti che dieci milioni di telespettatori hanno seguito per oltre due ore senza stancarsi mai. Il successo di un monologo che ha premiato la leggerezza e l’ironia di un grande maestro capace di passare dalla realtà di tutti i giorni ai  temi più alti della religione. “Vorrei abbracciarvi tutti -ha esordito- uno per uno, regalandovi una torta, 40 gladioli, 80 euro”.

Un pubblico silenzioso e attento ad applaudirlo nei passaggi più importanti e da casa milioni di persone a dimenticare per una sera il telecomando appassionandosi a quelle parole che tante volte ha ripetuto: amore e felicità. “Onora il padre e la madre “ il quarto Comandamento, uno dei più importanti-ha detto -perché Dio ci allunga la vita se vogliamo bene ai nostri genitori. Impossibile non soffermarsi su quelle parole, rimanere coinvolti in argomenti così complessi e semplici allo stesso momento. Come l’appello per “Non uccidere” parlando del crimine di chi non uccidendo permette che si uccida. “La pena di morte è per motivi giuridici e politici – ha spiegato-  mai per giustizia. Da questo Comandamento dipende la vita sulla terra. Siamo la prima specie che può scegliere di non fare la guerra e non abbiamo ancora scelto”.

Poi il passaggio bellissimo del rapporto della Chiesa con il sesso e ancora la sua lunga descrizione del settimo Comandamento “Non rubare” che Dio –ha detto- “sembra abbia scritto proprio per gli italiani”. “Sono rimasto esterrefatto- ha proseguito- quando ho sentito l’annuncio del Governo di una nuova legge che obbliga il ladro a restituire i soldi. Non riuscivo a credere che prima non ci fosse. Certo, bisogna restituire tutto , ma non è così facile tanto si è infiltrato il furto che mette sul lastrico milioni di famiglie”. E poi il racconto dei manager ladri, del non rispetto delle regole di mercato e del furto più grande: “rubare l’esistenza alle persone non creando i presupposti per lavorare , quello è proprio un furto dell’anima”. Il coraggio e la forza di Benigni traspaiono a ogni passaggio. Leggerezza e profondità la sua grandezza.