24/04/2019
01/04/2019

Medici in fuga. 16700 specialisti in meno nel 2025

Piemonte e Lombardia le regioni più a rischio. Surplus di specialisti solo nel Lazio



Un’emorragia senza fine. La fuga dei medici in Italia è ormai una realtà. Secondo i sindacati da qui al 2025 mancheranno oltre 16.700 specialisti.

Cifre da capogiro soprattutto in Piemonte e Lombardia dove non risponderanno all’appello rispettivamente 2004 e 1921 medici. In Toscana se ne conteranno 1793 in meno, mentre in Puglia, Calabria e Sicilia saranno fuori dal sistema 1686,1410 e 2251 camici bianchi.

Un’indagine che certifica una programmazione sanitaria non proprio puntuale sia a livello regionale che nazionale. Mancano medici di Pronto soccorso, anestesisti rianimatori, chirurghi generali, cardiologi, pediatri se si vuole citare le categorie più in affanno. E nessuna regione sarà probabilmente in grado di coprire i buchi determinati anche dall’entrata in vigore della pensione quota 100.

Già nel 2018 il gap di medici arrivava a 10 mila professionisti e se nel 2025 si avvicinerà ai 17 mila bisognerà trovare in fretta proposte adeguate per correre ai ripari. A cominciare dal recupero delle borse di specializzazione perdute cioè finanziate ma non godute, che superano le 500 ogni anno.

Poi all’orizzonte c’è l’avvio degli insegnamenti in ospedale che consentirebbero agli specializzandi di cominciare subito a lavorare, ripopolando le corsie. Ma un disegno di sistema appare ancora lontano.

La mappa dei fabbisogni riguarda tutta l’Italia. Solo il Lazio fa eccezione perché al 2025 la Regione avrà un surplus di 905 specialisti, con carenze però forti nelle singole branche a cominciare da Medicina di emergenza che avrà 554 specialisti in meno.