24/10/2019
09/10/2019

Antonio Canova. Lo scultore della bellezza in mostra a Roma

170 opere a Palazzo Braschi fino al 15 marzo. Un viaggio che racconta il legame dello scrittore con la Capitale




Il bianco dei suoi marmi e la morbidezza delle forme. Guardando le opere di Antonio Canova sembra che d’un tratto riescano a prendere vita. E questo grazie a un gusto raffinato e una tecnica precisa.

Il suo ideale di bello si percepisce in tutta la mostra “Canova, Eterna Bellezza, appena allestita a Palazzo Braschi a Roma.

170 opere, per lo più gessi, disegni preparatori originali, alcuni marmi, tra cui l'intensa Maddalena penitente e la danzatrice, giunte dall'Hermitage di San Pietroburgo. Tra le sculture anche le copie dei suoi capolavori inamovibili ed esposti alla Galleria Borghese (come la Paolina Borghese) o l'Ercole e Lica della Galleria Nazionale.

L’ideale di perfezione di Canova si assapora soprattutto nelle opere a soggetto mitologico, in particolare nelle figure femminili, nelle quali trionfano delicatezza, gentilezza e sensualità.

Lungo il percorso espositivo, che si snoda in 13 sezioni, il perfetto gioco di luci permette di ammirare le opere simulando la luce della torcia, ricreando l’atmosfera in cui lo scultore mostrava i propri lavori agli ospiti nell’atelier di via Canova dove aveva il suo studio romano e da dove intrecciava quei rapporti così fondamentali per il suo lavoro.

Arrivò a Roma a 22 anni nel 1779 proprio il 9 ottobre, giorno di apertura della mostra. E Roma fu non soltanto ispiratrice del suo genio, ma contribuì alla sua crescita e affermazione nell’ambiente cittadino, accompagnandolo in quel percorso che lo farà diventare una vera star internazionale contesa da tutta Europa.

Il suo ideale era far rinascere l'antico nel moderno e plasmare il moderno attraverso il filtro dell'antico. Mai si prestò a realizzare copie di sculture classiche e mai pose le mani su marmi antichi. Diceva: “Non so né leggere, né scrivere, ma con uno scalpello so fare poesie”.

Il percorso della mostra è arricchito da installazioni multimediali e da 30 fotografie di Mimmo Jodice che ritraggono i marmi dello scultore attraverso lo sguardo di uno dei più grandi maestri della fotografia.

L’esposizione realizzata in collaborazione con l’Accademia nazionale di San Luca, con il Museo Antonio Canova di Possagno e con Gypsotheca, sarà aperta fino al 15 marzo.