21/07/2017
17/07/2017

L'amianto uccide ancora. Almeno 2400 le scuole da bonificare 

6000 morti ogni anno per l'esposizione a polveri e fibre killer. I dati nel rapporto dell'Osservatorio Nazionale Amianto

Quarantamila tonnellate di amianto sono disseminate lungo l'Italia e per questo purtroppo si continuerà a morire per i prossimi 130 anni, considerando che, anche con le più rosee aspettative, le bonifiche non finiranno prima di 85 anni.

Non è certo il primo degli allarmi amianto che si sono susseguiti negli anni ma i dati contenuti nell'ultimo Rapporto diffuso dall'Osservatorio nazionale amianto, sono impressionanti perché ci dicono che questo killer provoca ogni anno non meno di seimila morti per mesotelioma, cancro a polmoni, faringe, laringe, stomaco, fegato, esofago, colon, retto e ovaie, per non parlare dell’asbestosi con tutte le sue complicazioni .

"Ma il vero allarme è legato alle scuole che sono ancora imbottite di amianto- sottolinea il Presidente dell'Osservatorio Ezio Bonanni - 2400 quelle censite, ma si teme siano di più e tutte da bonificare ".

Solo in Italia sono più di seimila coloro che perdono la vita ogni anno per malattie correlate all'amianto, cui si aggiungono decine di migliaia di nuovi malati. 

L’emergenza, dunque, non è soltanto sanitaria e giudiziaria, ma è anche sociale ed economica, perché tali patologie sono molto invalidanti e determinano una necessità di assistenza, terapie e cure. E perché morti cruente come quelle che provoca l’amianto sconvolgono intere famiglie e spesso intere comunità anche dopo il decesso.

In Italia una legge che mette al bando l'amianto c'è e a marzo 2017 ha compiuto 25 anni. Dal 27 marzo 1992 infatti l'Italia ha una norma all'avanguardia che ha messo al bando l'amianto fermandone la commercializzazione. Ma per l'Osservatorio nazionale è una legge incompiuta nei fatti per molti fattori: il mancato obbligo di rimozione, la situazione caotica di centinaia di codici che regolamentano il monitoraggio, mappature incomplete o inesistenti dei siti a rischio, mancanza di fondi per le bonifiche. Per dirne una: le Regioni hanno l'obbligo di trasmettere al Ministero dell'Ambiente i dati relativi alla presenza di amianto sul territorio entro il 30 giugno di ogni anno. Ad oggi i dati delle Regioni risultano molto incompleti e non omogenei.

Le proposte: mappatura  e bonifica.ricerca scientifica e sorveglianza sanitaria, assistenza ai lavoratori malati e loro familiari, oltre a risarcimento dei danni e punizione dei colpevoli.

Sempre secondo l'Osservatorio il picco delle malattie legate all'amianto si verificherà tra il 2020 e il 2030. Tant’è vero che il trend dei mesoteliomi è in continuo aumento, con 1800 casi del 2015 e 1900 nel 2016.