24/05/2013
29/07/2012

Imu, stangata nelle città sulla prima casa

ROMA - Caf Cisl: “Da lavoratori e pensionati acconto medio di 84 euro, che sale a 129 nelle grandi città, fino a 170 euro a Roma”

imuStangata Imu sulle grandi città che hanno pagato in media il 54% in più rispetto alla media nazionale. Il massimo aggravio riguarda i contribuenti romani, che hanno versato il doppio rispetto agli altri contribuenti italiani. E’ questa la fotografia sul primo acconto dell’Imposta municipale scattata dal Caf della Cisl. I dati reali riguardano i versamenti effettivi, effettuati da circa 1,2 milioni di contribuenti, rappresentativi però solo dell'imposta pagata da lavoratori dipendenti e pensionati.

Se la media dell'importo versato a giugno per l'acconto - secondo la valutazione del Caf Cisl - è di 84 euro sulla prima casa e di 161 euro sulla seconda, nella capitale si è pagato fino al 102% in più. Colpa dell'aliquota ritoccata al rialzo dal Campidoglio: uno per mille sulla prima casa. Tre per mille sulla seconda: dal 7,6 per mille stabilito dallo stato al 10,6. Il che si traduce in una vera e propria batosta per chi affitta casa: a settembre - stima Confedilizia - si ritroveranno a pagare fino all'80% in più rispetto alla prima casa. 

E a quel punto molti preferiranno lasciare le case sfitte o si vedranno costretti ad aumentare i prezzi. Facciamo un esempio: a Roma, per un immobile di cinque vani in zona semiperiferica, se la prima rata è stata di 503 euro, la seconda sarà di 900 euro. Si pagherà meno invece a Milano, Trieste e Torino dove l'aliquota scelta dai comuni è inferiore a quella base del 7,6 per mille. A Milano, se per la prima rata si e' pagato 560 euro, per la seconda se ne pagheranno  399. Gli aumenti degli affitti saranno un altro duro colpo per i commercianti gia' fortemente colpiti dal calo dei consumi: secondo la cgia di mestre almeno 150 mila piccoli esercenti rischiano cosi' di abbassare le serrande. 

L'ultimo dato riguarda le rate, dopo la '”burrascosa” introduzione della possibilità di pagare in tre rate anzichè due ma solo per l'abitazione principale. Solo l'1,6% degli assistiti ha scelto di pagare anche a settembre. Questa scelta è evidentemente collegata all'importo: si passa infatti da una prima rata media di 81 euro per chi ha pagato in due rate, contro ben 229 euro per la rima di tre rate. 

Per i contribuenti, comunque, le sorprese potrebbero arrivare con il saldo finale, quello di dicembre, quando dovranno adeguare gli importi agli eventuali aumenti di aliquota decisi dai Comuni. In questo caso, uno studio elaborato da Confedilizia sulle case date in affitto, emerge che gli incrementi rispetto alla prima rata versata potranno essere notevoli: in alcuni casi, come per Roma, Napoli, e Perugia raggiungerebbero anche l'80%.