13/12/2019
28/11/2019

Il gusto del bello di Gio Ponti

A 40 anni dalla morte in mostra al Museo MAXXI di Roma il mondo creativo del grande architetto



Disegni, dipinti, plastici, tante fotografie. A 40 anni dalla sua scomparsa il Museo Maxxi di Roma dedica una grande mostra a Gio Ponti uno degli architetti che più ha contribuito alla fama della creatività italiana nel mondo.

Un’attività poliedrica la sua.

A lui si deve il simbolo della Milano moderna, il grattacielo Pirelli, 120 metri di altezza per quello che è diventato il famoso Pirellone, uno dei grattacieli in cemento armato più alti del mondo. Una costruzione che racchiude la sua filosofia. Sviluppare i palazzi in altezza per ridurre l’occupazione di suolo e lasciare spazio al verde.

Scopo della mostra romana è proprio quello di farci conoscere il Ponti architetto, la sua modernità, la sua ostinazione a non guardarsi mai indietro.

Designer universale, dopo aver realizzato svariati oggetti nei più diversi campi, dalle scenografie teatrali, a lampade, sedie, agli interni di famosi transatlantici, nel 1936 ottiene una cattedra presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, incarico che manterrà fino al 1961. Un periodo questo di feconda attività.

Degli anni '60 sono le chiese milanesi di San Francesco e di San Carlo. Del 1970 la Concattedrale di Taranto.

Ma è con la fondazione della rivista Domus nel 1928 che dirigerà fino alla morte, che Ponti contribuisce intensamente al rinnovamento della produzione italiana del settore, cui dà nuovi impulsi.

Domus riesce a imporsi nel giro di brevissimo tempo come una tra le più importanti pubblicazioni dedicate al tema dell’abitare contemporaneo.

Poi ci sono le Biennali di Monza, le Triennali di Milano, il premio Compasso d’oro e l’ADI (Associazione per il Disegno Industriale).

Realizzata in collaborazione con il CSAC di Parma e Gio Ponti Archives, la mostra è divisa in otto sezioni.

Si parte dal tema dell’abitazione e poi, attraverso un percorso fatto di materiali archivistici, modelli, fotografie, libri, riviste, si scopre un grande protagonista della produzione italiana di architettura, il cui lavoro ha sempre spaziato, senza soluzione di continuità, dal contesto urbano all’ambiente domestico, lasciando tracce importanti del suo pensiero  in diversi continenti.