17/07/2019
10/11/2016

 Il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto vola a Washington

La mostra dedicata alla presenza di militari americani nella Prima Guerra Mondiale vuole anche ricordare il premio Nobel Ernest Hemingway autore di "Addio alle armi"

"Sarà un evento di estrema importanza per la cooperazione culturale tra Italia e Stati Uniti nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra.  Il progetto "Addio alle armi" ha lo scopo di sviluppare la ricerca storica al fine di permettere alle nuove generazioni la conoscenza di un fatto che ha fortemente condizionato i rapporti tra i due paesi" dichiara soddisfatto Daniele Moro direttore dell'US - Italy Global Affairs Forum di Washington, think tank statunitense con radici fortemente italiane.
 

Ernest Hemingway.

In programma nell’autunno 2017 al Ronald Reagan Trade Center di Washington la mostra illustrerà l’apporto dell’esercito americano sul fronte italiano nella Prima Guerra Mondiale e in particolare la presenza dello scrittore americano e Nobel Ernest Hemingway.
 

Curatore della mostra di Washington è Donald Jensen, già ambasciatore Usa in Russia. Il comune di Vittorio Veneto con l’ausilio del direttore onorario del museo, Luigi Marson si è detto disponibile a offrire una selezione di preziosi materiali per la mostra.
 

Promotore dell’iniziativa lo scrittore e storico Franco Gobbato a capo del gruppo di lavoro cui potrebbe anche far parte Pierardo Davini del Tg3, che già ha seguito le vicende vittoriesi a partire dalla notizia della candidatura di Vittorio Veneto a Capitale italiana della Cultura 2018.
 

“Per Vittorio Veneto e il Museo della Battaglia – commentano il sindaco Roberto Tonon e l’assessore alla Cultura Antonella Uliana – questa è una bella opportunità, di cui andiamo orgogliosi: il nome e la memoria della nostra città voleranno oltre oceano, testimoni di pace in un mondo che vede ancora troppe guerre. Del resto lo sapevamo: la notorietà di Vittorio Veneto varca tutti i confini, e lo dimostra in particolare la presenza di visitatori stranieri che affollano le sale del nostro museo".