25/10/2014
26/01/2011

"Quando la Cina
dominerà il mondo"

"When China Rules the World" è un saggio, scritto da un occidentale, che analizza la possibilità che la Cina sorpassi gli Stati Uniti e diventi la principale economia mondiale

Chinadaily News, 24 gennaio 2011

Cina, futuro centro di gravità permanente
Un saggio (occidentale) sui tempi in cui “La Cina dominerà il mondo”
di Xiao Xiangyi


Martin Jacques è un’altra volta bello comodo nel suo ruolo di "celebrità" occidentale in Cina. Il suo saggio "When China Rules the World - Quando la Cina dominerà il Mondo", che analizza la possibilità che la Cina sorpassi gli Stati Uniti e diventi la principale economia mondiale, ha venduto centocinquantamila copie in poco tempo e si è trasformato in un enorme successo editoriale, proprio nel Paese del quale preannuncia il trionfo presente e futuro.
"Mica male, no?" ci dice. "Ogni volta che vengo nel vostro Paese mi trovo a parlare delle mie idee con molte persone. Sono tantissimi i cinesi che hanno letto il mio saggio, e la loro reazione è molto diversa da quella dei miei lettori occidentali…”
Jacques, scrittore con la faccia da attore, si fa trovare pronto e scattante alle otto di mattina per questa intervista che, come concordato, si terrà direttamente nella sua stanza di albergo.
La tv è sintonizzata sulla CNN; prima di cominciare, intavola una vivace discussione col nostro fotografo per capire se deve mettere la cravatta o no. Alla fine hanno deciso che non doveva metterla. (….)
Il suo libro "Quando la Cina dominerà il mondo" è il più grande successo editoriale cinese degli ultimi anni: è un saggio su quando la Cina sorpasserà gli Stati Uniti e diventerà la prima economia mondiale, cosa che dovrebbe - secondo lui - succedere entro il 2027, dopo di che il Paese raddoppierà la sua potenza; e questo succederà entro il 2050.
Analizzando i recenti sviluppi politici e culturali, il saggio prevede che il mondo intero subirà un’inevitabile “cinesizzazione”.
Oggi come oggi il mondo è abituato a usare la parola "occidentale" come sinonimo di "moderno" e "avanzato"; secondo Jacques nel 21esimo secolo non sarà più vero, perché allora nel mondo ci saranno più sale da tè che McDonalds.
"Mi sono limitato a dare un'occhiata al futuro, tenendo ben presente che è impossibile valutare il futuro della Cina senza considerarne il passato. Negli ultimi cento anni, la Cina è stata debole e costretta a conformarsi all'Occidente a causa della sua stessa debolezza. Tutto ciò è ancora vero, ma la situazione è in via di trasformazione. Sono stato costretto a chiedermi come andranno le cose quando la Cina non vivrà più in condizione di debolezza", ci dice Jacques.
Dalla finestra della sua stanza d'albergo Jacques gode di una vista panoramica dei grattacieli di Pechino.
"Quello che vedo dalla finestra è il futuro. E’ qui che uno sente di essere al centro del mondo, non a Londra. Londra continua a essere la città più importante d'Europa, ma è l'Europa perde gradualmente importanza. Perché pensa in termini di "regione" e non di "mondo". E’ come se l'Europa non avesse più sotto gli occhi la carta del mondo. Non capisce più  quello che sta succedendo".
Va avanti dicendo che solo in Cina o negli Stati Uniti (Jacques vive e lavora a Washington) si sente al centro delle cose. "Gli Stati Uniti sono l'unica superpotenza mondiale e, anche se - come è noto - l'America è un Paese molto provinciale, con un sacco di gente senza idee proprie, ci sono molte persone bene informate tra le quali va avanti un dibattito molto stimolante. Come in Cina".
Jacques, 65 anni ben portati, è la più prestigiosa firma di "Marxism Today", una rivista politica molto autorevole nel Regno Unito (anche tra gli opinionisti di destra), che - dice Jacques ridendo - "conserva l'unica traccia di marxismo solo nel titolo" (....)
L'idea di "Quando la Cina dominerà il mondo" gli è venuta in occasione di una visita a Guangdong nei primi anni Novanta, quando, nell'economia cinese che iniziava a decollare, Jacques avvertì una traccia di ciò che aveva segnato l'era moderna occidentale, o qualcosa di molto simile.
Ma poi morì sua moglie, Hari Veriah, a causa di un attacco epilettico e la sua idea rimase sospesa, anche per via di un'azione legale che Jacques ha dovuto sostenere contro l'ospedale di Hong Kong, che aveva accusato di "razzismo" per come aveva trattato la moglie ammalata.
(....) Oggi, la cosa che lo preoccupa di più è il basso livello del dibattito pubblico occidentale sulla Cina, anche in quegli ambienti dove si dovrebbe  avere un punto di vista più ampio. "Quando il primo Ministro David Cameron è stato in visita a Pechino non tanto tempo fa, sui media britannici si parlava solo di “commercio contro diritti umani”, come succedeva dieci anni fa. Nessuno che dicesse di come stesse cambiando la Cina, nessuno che dicesse che anche in Cina il dibattito analogo è molto vivace", ci dice.
Purtroppo in Europa la gente non riesce ad avere una visione globale della questione.
"Non c'è una visione strategica di quanto sta succedendo" ci dice. "L'Europa sarà presto un argomento secondario ma nessuno lo sa, nemmeno quell'elite che dovrebbe conoscere a fondo le cose".