22/05/2013
22/07/2012

Spagna protesta senza fine. Disoccupati in piazza

MADRID - Sull'onda del deficit, dopo le banche, si fa drammatica anche quella di sette regioni autonome. La prima a chiedere aiuto al fondo di liquidità è stata Valencia, oggi si è aggiunta Murcia

spagnaC’è chi ha il viso coperto dalla bianca maschera dell’eroe di ‘V for Vendetta’ simbolo degli indignados e chi manifesta con gli striscioni della Cnt, uno dei principali sindacati spagnoli. Migliaia di persone sono tornate a riempire strade e piazze di Madrid, per protestare contro la politica di rigore approvata dal governo Rajoy, mentre cresce l'ansia per la stabilità finanziaria del Paese. Nella  centralissima Puerta del Sol sono arrivati centinaia di disoccupati, in marcia da un mese, per chiedere un “cambio nella gestione politica”. Simbolo ricorrente, una forbice con un no, tra suoni di trombette, avvisi di cattura per il premier e slogan contro il governo.

In Spagna l'onda della protesta si ingrosserà nei prossimi giorni e non solo a Madrid, ma anche nelle capitali delle regioni autonome, Barcellona, Siviglia o Valencia, visti i nuovi dolorosi tagli che si stanno preparando. Le regioni a rischio ‘default’ sono almeno sei oltre alla Comunitat Valenciana, pronte ad attingere al fondo di risanamento messo a punto dal Governo, un primo passo verso un “cambio di gestione” nella loro relazione con Madrid. Gli esempi sono molti, come l’aeroporto di Castellón aperto da due anni: 300.000 euro al mese di spese, nessun aereo. La questione riguarda anche altre autonomie mettendo in crisi quel modello di Stato con cui la Spagna è uscita da 40 anni di dittatura franchista dopo una guerra civile molto sofferta soprattutto da baschi e catalani. Una decentralizzazione attraverso la quale le regioni hanno ottenuto l'istruzione pubblica, la sanità, e in alcuni casi le forze di sicurezza.

Oltre alla Catalogna, sono a rischio Castilla-La Mancha, le Baleari, Murcia, le Canarie e anche l'Andalusia. Dovranno ricorrere al meccanismo di salvataggio, in cambio di un commissariamento statale. Un intervento analogo a quello europeo sulla stessa Madrid e che a Barcellona si vive come una “minaccia” del Governo, a detta del Presidente catalano Artur Mas i Gavarrò. Madrid, e soprattutto il PP che vede ora una possibilitá di “ricentralizzare” l' amministrazione statale, assicura che è parte di una strategia di austerity da “bastone e carota”, nelle parole di Cristobal Montoro, il ministro del bilancio.

Da un lato, permette alle regioni di rispettare l'obiettivo della riduzione del deficit, dall' altro, fornisce le liquidità necessarie ad andare avanti. Ma si tratta di un prestito “straordinario”, ricorda la vice presidente dell'esecutivo Soraya Saenz de Santamaria, e sarà quindi concesso “a condizioni straordinarie”. Per questo gli spagnoli temono dopo i tagli del Governo centrale, quelli delle autonomie. Come è successo quest'anno, a Madrid. Significa licenziamenti e meno servizi pubblici, aumentando la sofferenza di una società che oggi, di nuovo, è scesa in piazza contro il peggiore dei drammi: la disoccupazione.