01/10/2014
09/09/2010

Marziani
in casa

La comunicazione tra generazioni diverse pone anche problemi di linguaggio e di identificazione. Che succede se un angolo acuto diventa all’improvviso ottuso?

Emo, Truzzi, Zarri, Tamarri, Break Boy, Dark, Metal, Sancarlini, Gabber, Warrior.
Stavolta Orson Wells non c’entra. Non è il linguaggio dei marziani ma il marchio di fabbrica di quegli strani esseri con le creste in testa, smalti dagli strani colori, vestiti di strane fogge che si aggirano nelle nostre case e portano spesso i nostri cognomi.
Certo ci sono quelli che dedicano il loro tempo libero al volontariato, chi si occupa di cinema e fotografia, chi legge Guerra e Pace a 14 anni, chi filosofeggia in casa. Chi, anche con la cresta in testa, fa una di queste cose.
Quando sono tra loro però, meglio girare alla larga, tanto non li capireste.
Emettono suoni gutturali mutuati dagli sms.
Una lingua già abbreviatissima nella forma scritta che diventa insondabile e impalpabile nella traduzione orale.
Misteri della comunicazione. Tra telefonini, pc, ipod,,ipad, iphone, aichemal, loro comunicano. Ai nostri occhi non saranno discorsi profondissimi, forse prediligeranno forme di comunicazione non verbali.
I suoni gutturali che vengono emessi, i vestiti che vengono indossati, i gesti che vengono compiuti mutano se si passa da una tribù all’altra tra quelle elencate all’inizio.
Nel frattempo qualcuna sarà estinta e qualcuna sarà nuova perché cambiano con una velocità impressionante, almeno per noi Matusalemme con figli dai 13 anni in sui.
Coraggio, poi passa.

 

>> guarda la vignetta

 

L’angolo acuto
© Riproduzione riservata (9 Settembre 2010)