19/09/2019
10/09/2019

Poca fiducia nelle donne. Una su tre fatica a realizzarsi

Più brave all’Università e con più idee e progetti degli uomini ma la società le penalizza. Una ricerca lo conferma







Più brave e diligenti dei maschi sui banchi di scuola e all’università. Ma ancora penalizzate nella ricerca di un sbocco professionale e pagate meno degli uomini. Anche se hanno una laurea in Ingegneria, Medicina o Economia, tra le più spendibili sul mercato.


Da anni le statistiche rilevano impietose come le pari opportunità tra uomini e donne, in Italia, siano ancora ben lontane dall’essere pienamente ottenute.

Ora una ricerca, realizzata dalla startup Illimity, ci racconta che le donne sognano più degli uomini e hanno idee migliori.

Circa un terzo delle italiane dice che vorrebbe realizzare progetti concreti e nuovi mentre gli uomini intervistati su questo hanno dimostrato una maggiore pigrizia. Solo il 22% ha aspirazioni più alte.

Eppure l’ottimismo delle donne si infrange su vecchie convenzioni e sul “maschilismo” ancora diffuso nel nostro Paese.

Quando infatti cercano supporto per realizzare i propri progetti, una donna su tre fatica a trovare un interlocutore disposto a darle fiducia, soprattutto economica.

L’indagine è stata condotta per individuare le categorie su cui le aziende potrebbero investire e le donne risultano essere il target ideale perché sopperiscono “alle disparità di trattamento con pragmatismo e approccio razionale, che si riscontra molto meno negli uomini”.

Del resto le donne esprimono maggiore preoccupazione rispetto al futuro.

Nella ricerca emerge che una su due guarda con apprensione alla vecchiaia e il 63,2% delle intervistate teme di non avere una pensione dignitosa, contro il 41% degli uomini.

Poi c’è la preoccupazione per l’invecchiamento dei genitori, che rischia di ricadere sulle spalle delle figlie, timore che affligge il 56% delle donne contro il 38% degli uomini. Seguono le preoccupazioni legate al perdurare della crisi economica (54 contro 41) e la paura di perdere il lavoro e non trovarne un altro.

La sfiducia che la nostra società dimostra nei confronti delle italiane, nel mondo del lavoro, convince molte donne a non puntare tutto sulla carriera.

Infatti se per gli uomini l’ingresso nel lavoro rappresenta la terza cosa più importante per lo sviluppo della propria persona, per le donne arriva al quinto posto, dietro all’incontro con il partner, la nascita di un figlio, l’educazione ricevuta dai genitori e il lutto per una persona cara. Per questo nonostante le donne siano più desiderose di avviare un’impresa, vengono spesso scoraggiate dalla sfiducia che la società ha nei loro confronti.