22/10/2014
07/04/2012

Soldi ai partiti, regole urgenti

ROMA - Severino: “pronti a intervenire con contributo tecnico se il Parlamento lo richiederà”. Norma in ddl anticorruzione o proposta ad hoc

montRegolamentare i partiti per garantire la trasparenza nell'uso delle risorse con cui lo Stato ne finanzia l'attività. Dopo lo “tsunami” giudiziario che si è abbattuto su Bossi, con le amministrative alle porte, la corsa è contro il tempo. “Il ministro della Giustizia  è pronto ad intervenire sul tema del finanziamenti ai partiti, fornendo il proprio contributo tecnico, non appena il Parlamento e i presidenti di Camera e Senato lo richiederanno”, dice il ministro della Giustizia, Paola Severino.

 “Due le possibilità. La prima - spiega la Guardasigilli -  è quella di inserire nel ddl anticorruzione, una norma che affidi il compito di rivedere e certificare i bilanci dei partiti. Se invece si volesse intervenire in maniera più ampia e complessiva - conclude il ministro  - si potrebbe predisporre un provvedimento 'ad hoc' che potrebbe anche assumere la forma del decreto legge. In questo caso occorrerebbe disciplinare il regime delle spese rendendolo trasparente e contemperandolo con le esigenze istituzionali dei partiti”.

Ad ammettere comunque urgenza e serietà della questione è lo stesso presidente del Consiglio, Mario Monti che dal Libano spiega come “il tema sia importante” tanto da far “riflettere il governo”. Parole che confermano come a palazzo Chigi, specie dopo il fortissimo richiamo del presidente Napolitano, il tema sia tenuto in massima considerazione.

Favorevole a un decreto legge Pier Ferdinando Casini. Ma il Pdl pur auspicando una legge “penetrante” è contrario a un provvedimento che va emanato dall'Esecutivo per far fronte a situazioni di eccezionalità ed urgenza. Di Pietro insiste per un referendum che cancelli il finanziamento pubblico. “L'unica via per cambiare le cose - sostiene l'ex Pm - é che i cittadini lo facciano da soli”. Anche il Pd chiede un cambio di passo. “Si deve dare un segno che cominciamo a fare sul serio”, dice Bersani che annuncia la richiesta ad Alfano e Casini di trovare un denominatore comune tra le proposte. 

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