26/01/2021
22/03/2013

Confcommercio: "Nel 2013 i poveri saranno 4 milioni"

CERNOBBIO (COMO) - Anziani con 500 euro di pensione (quando va bene), disoccupazione dilagante, pressione fiscale alle stelle. Molti italiani sono sull'orlo del precipizio, i ‘nuovi’ poveri crescono a un ritmo impressionante: 615 in più ogni giorno, e nel 2013 saranno 4 milioni. Questi dati impressionanti sono stati forniti da Confcommercio in apertura della due giorni a Cernobbio

Anziani con 500 euro di pensione (quando va bene), disoccupazione dilagante, pressione fiscale alle stelle. Molti italiani sono sull'orlo del precipizio, i ‘nuovi’ poveri crescono a un ritmo impressionante: 615 in più ogni giorno, el 2013 saranno 4 milioni. Questi dati impressionanti sono stati forniti da Confcommercio in apertura della due giorni a Cernobbio, con i protagonisti dell'economia e della politica italiana. 

Gli italiani lavorano tanto, producono poco e consumano poco. Le analisi parlano chiaro: sia nel caso dei lavoratori dipendenti sia in quello di professionisti e autonomi, nel 2011 gli italiani hanno lavorato in media 1.774 ore ciascuno. Vale a dire il 20% in più dei francesi e il 26% in più dei tedeschi. I lavoratori indipendenti, autonomi o professionisti, in Italia lavorano quasi il 50% in più del lavoratore dipendente. Ma ogni lavoratore italiano produce una ricchezza mediamente pari a 36 euro per ogni ora lavorata.  Rispetto a noi, i tedeschi producono il 25% in più e i francesi quasi il 40% in più. 

Con questi dati, il numero uno di Confcommercio, Carlo Sangalli, mette in relazione i dati economici e quelli sulla povertà, sottolineando come la crisi produttiva sia diventata crisi sociale: "E' come se l'orologio produttivo della nostra economia avesse riportato indietro le lancette di quasi tredici anni”.

Le ricette ci sarebbero, ma sulla crescita vede nero. Confcommercio insiste che bisogna, per prima cosa, cestinare l'aumento dell'Iva. Sarà un'estate rovente con a giugno il pagamento dell'Imu, a luglio la nuova tassa sull'immondizia, la Tares. “Se in campagna elettorale tutti i partiti parlano di semplificazione, riduzione della pressione fiscale, importanza delle piccole e media imprese adesso vogliamo un governo stabile che affronti questa emergenza. Non si può stare in stallo”.