22/05/2013
17/09/2012

Fiat: la preoccupazione dei lavoratori

ECONOMIA - A Pomigliano, la tensione è alle stelle. Gli operai temono che anche la nuova società, la Newco, faccia le spese del dietrofront della Fiat sul piano Fabbrica Italia

La preoccupazione serpeggia a Pomigliano, la tensione è alle stelle. Gli operai temono che anche la nuova società, la Newco, faccia le spese del dietrofront della Fiat sul piano Fabbrica Italia. Tra le oltre 2 mila tute blu dello stabilimento campano l'assillo è che non si riesca nemmeno a concludere la settimana lavorativa iniziata. Dalla prossima infatti si ricomincia con la cassa integrazione. Paura e sfiducia anche negli altri stabilimenti italiani del gruppo torinese.

E se cresce la rabbia degli operai sale anche il pressing del mondo politico e sindacale su Marchionne. Il ministro Fornero chiede all' amministratore delegato del Lingotto di spiegare subito come intende cambiare il piano ‘Fabbrica Italia’. “Non possiamo aspettare in eterno – avverte - Il piano prevedeva 20 miliardi di investimenti e il raddoppio della produzione .. Se ora svaniscono a rischio è l'intera industria automobilistica italiana”.

Attacca a testa bassa la Fiom: “A Marchionne sono state lasciate mani libere - spiega il segretario nazionale  auto Cgil Airaudo - I governi non hanno mai chiesto alla Fiat di condividere i piani di rilancio. Ora si pagano le conseguenze”.

Il segretario della Cisl, Bonanni, dice che non si pente dell'accordo su Pomigliano, ma è evidente un certo imbarazzo: “abbiamo fatto accordi per salvare i posti di lavoro e gli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori”. E torna a chiedere a Marchionne un chiarimento pubblico prima di presentare il piano del 30 ottobre.

Ora Marchionne ha 2 possibili strade davanti a sé: chiudere uno o due stabilimenti su cinque, ipotesi già avanzata perché due bastano per produrre le auto che si vendono, oppure se le vendite della nuova 500 l saranno buone puntare ad allungare la cassa integrazione, con la richiesta di quella in deroga al governo, e aspettare la ripresa del mercato. Ipotesi che Marchionne dovrà sciogliere, si spera, nei prossimi giorni di ritorno dagli Stati Uniti.