24/11/2014
14/03/2011

Ingroia: rivendico
il diritto di espressione

Il procuratore aggiunto di Palermo parla dopo gli attacchi del centrodestra

ingroiaDopo gli attacchi seguiti al suo intervento alla manifestazione "A difesa della Costituzione" il Procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia ha rilasciato al Comitato a difesa della Costituzione questa dichiarazione: "Rivendico il diritto alla libertà di espressione di un magistrato: quando poi si tratta di riforme che riguardano la giustizia quel diritto diventa un dovere. Mancherei a questo dovere se tacessi. Mi piacerebbe che io, come altri miei colleghi messi nel mirino solo perché esprimiamo opinioni, potessimo avere un diritto di replica agli attacchi che spesso riceviamo da alcune reti televisive."

Polemico Giuliano Ferrara secondo il quale, la scelta del magistrato siciliano è stata discutibile perché “non si possono fare comizi se si indossa una toga” Quanto al "Giornale" che ieri ne aveva chiesto le dimissioni, Ingroia aggiunge "Già in passato ho avuto modo di sentirmi diffamato, mi sono rivolto alle vie legali e ho avuto soddisfazione. Anche questa volta vedo un intento denigratorio. Darò mandato ai miei legali di valutare i presupposti per un'azione legale".

Sulla questione interviene il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti. "Non da oggi i magistrati italiani e il giudice Ingroia sono sottoposti a un massaggio mediatico quotidiano senza che a loro venga mai concesso diritto di replica. - afferma Giulietti - Fino al punto che i loro imputati, parlamentari e non, si permettono di andare in onda e attaccarli direttamente. Uno di questi fu il senatore Dell'Utri. Per quale ragione, ci chiediamo, per Maroni furono concesse ore ed ore di replica per 30 secondi di Saviano sulla Lega e ai tanti giudici non si ritiene opportuno concedere diritto di replica. Ci attendiamo - conclude Giulietti - una risposta dalle autorità di garanzia del settore. Per quanto ci riguarda se non otterremo risposte, gli esposti li cominceremo a presentare alle Procure della Repubblica".