12/08/2020
17/07/2020

Non c'è solo immuni. Ecco le altre app anti Covid

Tutte le soluzioni sul mercato per lanciare l’allerta in caso di distanza troppo ravvicinata




Non c’è solo Immuni. L’applicazione predisposta dal Governo per il tracciamento delle persone come misura di prevenzione anti Covid, ha dei fratelli. Sono infatti diversi i software nati per garantire agli utenti il distanziamento sociale.

Tra questi c’è Costanza una app per la distanza nata da una startup torinese e adottata in città dalla Società Metropolitana Acque Torino e destinata ai circa mille dipendenti. Si tratta di un badge che rileva quando la distanza tra i colleghi sia inferiore a due metri, violando così il parametro minimo stabilito per la sicurezza e la salute. In pratica quando si è troppo vicini il dispositivo comincia a vibrare emettendo un segnale acustico.

Poi c’è il progetto di Google. Si chiama Sonar e attraverso la realtà aumentata crea intorno all’utente un anello di raggio virtuale di due metri, visibile attraverso lo smartphone.

Una volta avviato il software, l’app crea una mappa 3D dell’ambiente e traccia il movimento della videocamera.

Dalla realtà aumentata all’intelligenza artificiale. Dal Regno Unito arriva Crowdless che riesce a segnalare i luoghi affollati raccogliendo i dati di geolocalizzazione utilizzati da altre piattaforme per poi incrociarli e individuare i luoghi in cui si stanno verificando assembramenti.

A Berlino è invece nata Corona Warn app basata sulla tecnologia Bluetooth. Avvisa se gli utenti sono venuti a contatto con un positivo al Covid. Un successo immediato con 6,5 milioni di download in 24 ore.

E sempre in Italia, a Bologna, la startup Biulti ha messo a punto Mind The Gap, l’applicazione che consente di allertare i dipendenti in caso di mancato rispetto dei due metri di distanza. Il distanziamento sociale è poi alla base di un’altra app predisposta da tre studenti insieme al Dipartimento di Matematica e Informatica dell’università di Catania