03/09/2014
19/12/2010

La tessera
del manifestante

Dopo gli incidenti di Roma il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, dice che si potrebbe pensare a una sorta di Daspo per le manifestazioni, un provvedimento che potrebbe essere inserito anche da subito nel ddl sicurezza che ha appena cominciato l’iter al Senato

“Quel che è successo il 14 non ci ha fermato. Questo il messaggio che vogliamo lanciare. Il nostro obiettivo saranno i palazzi del potere, la zona rossa. Sarà un assedio”. Lo dice uno studente all’agenzia Ansa rispondendo a una domanda sul prossimo ritorno in piazza, martedì 22 dicembre, in occasione della votazione in Senato del ddl Gelmini. “La nostra risposta – dice Andrea che fa parte dell’Unione degli Studenti – dopo quella giornata sarà più forte, più amplificata. Il 22 non sarà la sola giornata di protesta. Inizieremo già da domani a mobilitarci per poi arrivare a mercoledì quando si voterà sul ddl Gelmini al Senato”.

Parole che non piacciono al presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri che ha una sua ricetta per prevenire altri incidenti. Secondo il Gasparri l’unico modo è togliere preventivamente dalla circolazione i presunti violenti: ''Invece delle sciocchezze che vanno dicendo i vari Cascini e Palamara, qui ci vuole un Sette aprile. Mi riferisco a quel giorno del 1979 in cui furono arrestati tanti capi dell'estrema sinistra collusi con il terrorismo. Qui serve una vasta e decisa azione preventiva'.

Gli fa sponda prontamente il ministro dell’Interno Roberto Maroni che dice che si potrebbe pensare a una sorta di Daspo per le manifestazioni, un provvedimento che potrebbe essere inserito anche da subito nel ddl sicurezza che ha appena cominciato l’iter al Senato.
Immediate le reazioni da centrosinistra. Di Pietro, Vendola e Ferrero si scagliano contro l’ipotesi di ricorrere al Daspo per gli studenti. Per Vendola ci troviamo di fronte a “un annuncio di fascismo”.

E mentre il presidente del Senato, Renato Schifani, si augura che le proteste siano democratiche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dice che: ''bisogna convincere gli studenti a fare un percorso autorizzato che abbia un obiettivo diverso dalle sedi istituzionali perchè altrimenti la situazione potrebbe ricreare tensioni. Dobbiamo fare grande attenzione; gli studenti devono sapere che serve una autorizzazione altrimenti è reato”