23/10/2017
19/09/2017

Crowdfunding mania. Ci puntano anche le aziende

Nel 2017 raddoppiata la raccolta fondi. Italia primo Paese con una legge ad hoc



C'è chi chiede sovvenzioni per la sua azienda o donazioni per una causa benefica.
Il crowdfunding, la raccolta fondi per finanziare idee e progetti, sta galoppando velocemente tanto da essere in Italia addirittura raddoppiata in un anno.
Un settore che sembra non sentire aria di crisi visto che gli ultimi dati dicono che, nei primi otto mesi di quest'anno, nel nostro Paese sono state completate con successo 36 campagne che hanno garantito una raccolta di 8,1 milioni, quasi il doppio di tutto il 2016.
E il merito è soprattutto dovuto all'accelerazione di questo settore  avvenuta negli ultimi mesi.

Il principio è semplice e a suo modo geniale. Io ho un'idea vincente, ma non ho i mezzi per realizzarla e chiedo aiuto a chiunque voglia contribuire al progetto, in modo da raggiungere i finanziamenti necessari a portarlo a compimento.
La diffusione di questa forma di finanziamento procede in parallelo con la diffusione di internet come fenomeno di massa.
Sono ormai decine le piattaforme attraverso le quali si può presentare il proprio progetto, indicando il denaro necessario per realizzarlo. Kickstarter e Indiegogo sono due delle più note.
La presentazione delle loro campagne è di solito molto curata e ricca di dettagli avveniristici, video e foto. Il primo progetto apparso, ormai anni fa, su Kickstarter era quello di un ragazzo che si offriva di fare un disegno in cambio di denaro.
Sembrava una barzelletta ma alla fine il giovane è riuscito a racimolare ben 35 dollari a fronte dei 20 richiesti.

L'Italia è stato il primo Paese al mondo a dotarsi di una normativa sull'equity crowdfunding con l'obiettivo di contrastare eventuali abusi, facilitando così lo sviluppo del settore.
La disciplina, introdotta con il Decreto Crescita Bis del 2012 a affinata nel tempo, prevede la vigilanza della Consob  sugli operatori e la possibilità di aderire a questo canale per tutte le piccole e medie imprese e non più solo con le startup innovative come avveniva all'inizio.