18/08/2019
16/07/2019

I Re Mida di YouTube. I teen agers star che fanno guadagni record 

Stress e ansia per diventare famosi. C’è chi diventa milionario, ma i più non ce la fanno




I tempi cambiano e se una volta si sognava di diventare astronauti o calciatori oggi i ragazzi, i teen ager della Generazione Z, sperano di diventare Youtuber, video professionisti del web.


Ci si diverte, non si fatica e soprattutto, chi diventa famoso,  guadagna anche tanti soldi.

E’ il caso dell’americano Ryan Kaji che a solo sette anni ha messo in banca 22 milioni di euro, una media di 50 mila euro al giorno. Come? Giocando. Assistito da alcuni consulenti e da mamma e papà prepara un video al giorno in cui recensisce nuovi giocattoli.

E funziona. Il suo canale YouTube ha 19 milioni di iscritti e i suoi clip sono diventati una miniera d’oro. Oggi le aziende sono disposte a sborsare assegni a tanti zeri pur di veder recensito un loro prodotto.

Ma Ryan non è un caso isolato. Daniel Middleton, per esempio, ha incassato nel 2018 più di un milione di euro al mese pubblicando i video delle vacanze oppure  Jeffree Star che macina milioni dispensando consigli su bellezza e make up.

La top star dei videogiochi ha 24 anni. Si chiama Lorenzo Ostuni e solo con uno smartphone ha prodotto migliaia di video legati al mondo dei videogames. Oggi ha un canale con oltre 5 milioni di iscritti e due miliardi di visualizzazioni totali.

Esiste insomma un mondo dove i ragazzi passano più tempo su smartphone e pc  che davanti alla tv sognando di diventare creator, tanto che You Tube ha dovuto chiudere fino al prossimo settembre le iscrizioni al suo programma di tutorship riservato agli aspiranti talenti, perché non riesce a star dietro alle richieste di chi sogna di diventare milionario giocando.

Un mondo non proprio facile, un Eldorado per pochi, con una selezione durissima. L’obbligo di produrre un video al giorno e l’ansia per l’altalena delle visualizzazioni hanno già generato forme di stress molto diffuse.

In Italia chi riesce a scalare le classifiche di gradimento, non porta a casa le cifre astronomiche dei colleghi Usa.

Il primo scoglio, ovviamente, è quello della lingua. Le webstar americane, grazie alla diffusione dell’inglese, possono contare su un pubblico globale. Le stelle italiane della Rete, per forza di cose, hanno una platea più ristretta.

Il 60% dei guadagni di chi riesce a sfondare arriva dalla pubblicità diretta raccolta da YouTube, che si trattiene una percentuale. Poi ci sono gli abbinamenti a pagamento che garantiscono tra il 3 e il 5% dei ricavi.

Un altro tesoretto deriva dai prodotti sponsorizzati nei video: telefoni, giochi, cibo, marchi di abbigliamento, che valgono un altro 15%.

Più si è famosi poi, più spuntano altre fonti di guadagno. Parliamo di magliette e cappellini con il brand, serate a pagamento, spot, libri e film.