14/12/2018
31/05/2010

"Freedom Flotilla":
un bagno di sangue

Finisce nel sangue il tentativo degli attivisti di "Freedom Flotilla" di forzare il blocco navale israeliano al largo delle coste di Gaza

 Il tentativo della “Freedom Flotilla” di raggiungere Gaza forzando  il blocco navale imposto da Israele, è finito in un bagno di sangue. Un commando israeliano, dopo ripetuti avvertimenti, ha attaccato la nave di una ong turca che guidava la flotta provocando un numero di morti tra 10 e 20 a seconda delle fonti. L’attacco è avvenuto in acque internazionali a qualche decina di miglia dalla costa.

La spedizione promossa dal movimento “Free Gaza” vedeva una folta presenza multinazionale di attivisti e pacifisti. Le versioni, ovviamente, sono diametralmente opposte. Secondo un portavoce militare israeliano a innescare la violenta reazione dei militari sarebbero stati alcuni militanti che avrebbero tentato di resistere all’abbordaggio colpendo con bastoni, coltelli, e un arma da fuoco sottratta a un soldato. Secondo i pacifisti invece i militari israeliani, una volta saliti a bordo, avrebbero aperto il fuoco all’improvviso.

Comunque siano andate le cose quello che è certo è che l’episodio ha provocato un’immediata crisi tra Israele e Turchia.

E le razioni internazionali non si fermano qui.

Svezia e Danimarca hanno immediatamente convocato l’ambasciatore Israeliano. La Grecia ha immediatamente annullato le esercitazioni militari congiunte previste con l’aviazione israeliana.

La Francia per bocca del suo Ministro degli Esteri Bernard Kouchner dice che “tanta violenza non è giustificabile”. Per il Belgio “un attacco sproporzionato”.
L’Alto Commissario per i Diritti Umani dell’ONU Navi Pillay si è detta “scioccata” per l’assalto israeliano.

Le reazioni più dure vengono dall’area mediorientale.
Il presidente palestinese Abu Mazen parla di “massacro” e decreta 3 giorni di lutto nazionale. La Lega Araba annuncia che si riunirà domani per “adottare una linea comune”. In Giordania centinaia di manifestanti si sono riuniti difronte all’Ambasciata di Israele chiedendone la chiusura. Il presidente iraniano Ahmadinejad parla di “ segno di debolezza di un regime sionista vicino alla fine” mentre il giornale degli Emirati Arabi “Gulf News” parla di “atto di terrorismo di stato”.

In Italia intanto il Ministro degli esteri Frattini deplora in modo assoluto l’uccisione di civili e ritiene indispensabile l’apertura di un’inchiesta. Il suo Sottosegretario Alfredo Mantica parla invece di provocazione da parte degli attivisti “ questa vicenda-dice-si può classificare come una voluta provocazione: aveva un fine politico preciso”. Una posizione che non mancherà di sollevare polemiche.