20/08/2019
30/10/2012

Sicilia 2012 - M5S primo partito
Bersani: "Abbiamo vinto"

SICILIA - Tre cose verranno sicuramente ricordate di queste elezioni siciliane: la grande affermazione del movimento di Grillo, la storica vittoria del Centrosinistra e l'astensione più alta della storia dell'Italia democratica. Il 52,57% degli aventi diritto non è andato a votare. E poi c'è il crollo del Pdl

Il Movimento 5 Stelle, che è il partito più votato alle regionali siciliane, avrà15 deputati all'Ars. Le liste che appoggiano Rosario Crocetta, 30 deputati: 14 il Pd, 5 Crocetta presidente, 11 l'Udc. Le liste che appoggiano Nello Musumeci Centrodestra 20 seggi: Pdl 12, Musumeci presidente 4 seggi, Cantiere popolare 4 seggi. Gianfranco Micciché 15 seggi all'Ars: Grande sud avrebbe 5 seggi, il Partito dei siciliani-Mpa 10. Restano fuori i partiti della sinistra che appoggiavano Giovanna Marano, Idv e Fli.

Secondo le percentuali ottenute finora dai partiti   la coalizione vincente - qualunque essa sia - non otterrà la maggioranza dei deputati all'Ars (46 su 90). Le liste che hanno superato lo sbarramento del 5% sono 9 su 20: Per la coalizione di Rosario Crocetta, al Pd andrebbero 14 seggi, 11 all'Udc, 5 alla lista Crocetta presidente, per un totale di 30 seggi. In caso di vittoria, Crocetta farebbe parte dell'Ars e potrebbe contare sugli 8 nomi del listino, raggiungendo così 39 deputati a sala d'Ercole. Nella coalizione di Musumeci il Pdl otterrebbe 12 parlamentari, il Pid 4 e la lista Musumeci 4, per un totale di 20, oltre allo stesso Musumeci che se arrivasse secondo (come pare ormai probabile) avrebbe diritto al seggio. I partiti della coalizione di Gianfranco Micciché avrebbero 15 deputati (5 di Grande Sud e 10 del Pds - ex Mpa - di Raffaele Lombardo). Infine, il Movimento 5 Stelle si attesterebbe a 15 deputati. Tra i partiti che resterebbero fuori dall'Ars, anche Fli (apparentato con Micciché); Idv, Federazione della sinistra e Sel che sostengono Giovanna Marano.

Soltanto il 47,4% degli aventi diritto è andato alle urne, contro il 66,68% del 2008. La maggioranza dei siciliani ha disertato il voto, come non era mai accaduto dal '48 ad oggi. Dal 2001, quando si svolsero le prime elezioni dirette del governatore, il dato piu' basso di affluenza si è registrato nel 2006, con il 59,16%. Chiunque sarà il vincitore di queste elezioni (il primo non democristiano o ex democristiano), nessuno avrà una maggioranza all'Assemblea regionale dove saranno eletti 89 deputati, oltre al presidente della Regione.

La legge elettorale siciliana dà alla coalizione vincente la possibilità di attingere dal cosiddetto listino fino a un massimo di 8 deputati, qualora la coalizione stessa non elegga nella quota proporzionale 54 parlamentari. Stavolta i nomi del listino saranno utilizzati tutti (nel 2008 Raffaele Lombardo non vi fece ricorso perché ottenne oltre il 65%) ma probabilmente non basteranno neanche a raggiungere la maggioranza di 46 deputati. I dati reali ridimensionano di molto un exit-poll che ieri sera dava in testa (a Palermo) il candidato del Movimento 5 Stelle, addirittura al 25-27%. L'ottima performance di Cancelleri, invece, conferma fin quasi ai decimali le previsioni di Beppe Grillo, che alla vigilia del voto aveva parlato di un risultato del 15% per il suo movimento.

"Oggi è cambiata la storia della Sicilia. Sono riuscito nel miracolo di mettere insieme movimenti non politici e partiti". Lo dice Rosario Crocetta, che a piedi sta raggiungendo il suo comitato a Palermo mentre la gente in strada urla "presidente, presidente". Un risultato "non sperato, però é arrivato", adesso "bisogna prenderne atto e guardare avanti in prospettiva, riflettere su quello che è accaduto". Lo afferma il candidato governatore del centrodestra, Nello Musumeci, commentando i dati dell'elezioni regionali in Sicilia. "Adesso - aggiunge a Catania, davanti casa prima di partire per la conferenza stampa a Palermo - ci vorrà una breve analisi 24 ore di pausa e subito ricominciare, perché siamo in trincea".

Se il risultato sarà quello che si sta delineando fin qui "per noi si tratta di risultati storici". Lo ha detto il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani a proposito dei dati sulle elezioni regionali in Sicilia a margine di una manifestazione a Prato. Arrivando a Prato per una manifestazione nell'ambito delle primarie del centrosinistra Bersani ha sottolineato i risultati siciliani ricordando che sono "storici" rispetto ad una vicenda "che dal dopoguerra ad oggi non ci ha mai visto realmente competitivi e che ora pare dimostrare che si può essere anche vincenti". Secondo il segretario "tocca a Crocetta, e a chi lo ha sostenuto, in particolare al Pd, interpretare con forza l'esigenza di cambiamento che è venuta dall'elettorato siciliano".

Il Movimento 5 Stelle, dai primi dati che arrivano dalle sezioni elettorali, si avvia a diventare il partito più votato, col 17,7%, dato in base al quale otterrebbe tredici parlamentari. Il dato nella sede elettorale del M5S è stato saluto con un grande applauso e il candidato a governatore della Sicilia, Giancarlo Cancelleri ha commentato: "Entriamo all'assemblea regionale dalla porta principale, da protagonisti, e ora comincia la parte più difficile".  Il Movimento 5 Stelle "non farà alleanze con gli altri partiti all'Assemblea regionale siciliana". Lo ha confermato il candidato governatore Giancarlo Cancelleri, sottolineando che i deputati del M5S saranno "come le zitelle acide, non andiamo con nessuno" e voteranno "gli atti che riterremo utili alla Sicilia e ai siciliani". Cancelleri ha annunciato che il loro gruppo parlamentare creerà delle "commissioni parallele a quelle dell'assemblea" che lavoreranno confrontandosi con la società reale, provincia per provincia, per poi portare progetti e idee all'esame dell'aula. Il candidato governatore del M5S ha espresso "amarezza per la bassa affluenza alle urne". "Un siciliano su due, purtroppo, non crede nella politica - ha osservato - dispiace constatare che le decisioni assunte dal futuro parlamento regionale non rispecchieranno più la volontà della maggioranza dei siciliani ma solo di una parte minoritaria".

"Dai dati delle prime 200 sezioni scrutinate in nostro possesso Crocetta e Musumeci sono avanti, mentre Micciché è dietro a una distanza di 3-4 punti in percentuale davanti al candidato grillino Cancelleri". E' questa l'analisi dello staff di Gianfranco Micciché, sulla base dei dati affluiti presso la segreteria elettorale di via Piemonte a Palermo. Il leader di Grande Sud, la cui candidatura è sostenuta anche dal Partito dei siciliani e da Fli, ha commentato questi primi dati affermando che "la Sicilia sta cambiando: forse stiamo assistendo alla fine dei vecchi partiti. (Fonte Ansa)